Né gite né interrogazioni, i tuoi prof protestano?

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Sospensione di gite, interrogazioni, compiti in classe o attività extracurricolari: i professori protestano contro l'aumento da 18 a 24 ore di lavoro con uno sciopero bianco

Niente gite, attività pomeridiane, compiti in classe o interrogazioni, a scuola si fa lo sciopero bianco e questa volta sono i professori a incrociare le braccia. Sull’innalzamento dell’orario da 18 a 24 ore proprio non si cede e continuano le proteste verso la manifestazione nazionale del 24 novembre.

AUTUNNO CALDO - L’autunno è notoriamente il “periodo caldo” per via delle proteste studentesche: manifestazioni contro i tagli, richieste di scuole più sicure e di una didattica migliore sono i capisaldi che mobilitano gli studenti. Ma, quest’anno, a scendere in piazza ci sono anche i professori. Dopo il flash mob di questo fine settimana davanti al Ministero dell’Istruzione, gli insegnanti continuano a protestare contro i tagli previsti dal disegno di legge Aprea e l’aumento di 6 ore del loro orario di lavoro: sciopero bianco in alcune scuole della Capitale.

A ROMA NIENTE INTERROGAZIONI PER PROTESTA - Al Liceo scientifico “Talete” di Roma, da lunedì 22 e per tutta la settimana, il Collegio docenti ha deciso per la sola “didattica essenziale”. Lunedì sono state spiegate le ragioni della protesta e da oggi fino a sabato sono state sospese le attività previste dal Piano dell’offerta formativa (Pof). Quindi, i prof hanno deciso di sospendere gite, compiti in classe, interrogazioni o attività extracurriculari sia diurne sia pomeridiane.

LO SCIOPERO BIANCO SI ALLARGA - Antonio Panaccione, Dirigente scolastico del "Talete", ha parlato anche del coinvolgimento di altre scuole della Capitale: “Abbiamo costituito un coordinamento con altre scuole romane, dal Farnesina al Mamiani, al Montale passando per il Plinio e speriamo che il movimento si allarghi a tutta Italia. Non ci fermiamo finché la proposta non viene ritirata”.

I PROF SI SONO SVEGLIATI, GLI STUDENTI GIÀ PROTESTAVANO - Studenti e genitori si mostrano solidali con gli insegnanti. “Già non ce la fanno così”, commenta uno studente del Talete, mentre un genitore dichiara: “Siamo schierati dalla parte dei docenti. È vergognoso”. Ma ci sono anche studenti che controbattono: “La protesta è giustissima, ma potremmo anche pensare che ora i professori si sono mossi perché hanno toccato i loro interessi. E prima? Quando a protestare eravamo solo noi?” Ora, però, studenti e professori sono uniti per raggiungere un unico obiettivo, quello di contrastare ulteriori tagli alla scuola.

ALTRE INIZIATIVE - In attesa della manifestazione nazionale del 24 novembre, la Uil sta organizzando un nuovo flash mob a Roma, mentre Cisl e Gilda chiedono ai docenti di astenersi da tutte quelle attività che, seppur non retribuite, svolgono comunque. In alcune città, come a Catanzaro per esempio, si stanno svolgendo cortei e sit-in organizzati da studenti. Nelle giornate del 24, 25 e 26 ottobre, nelle principali piazze italiane, si svolgeranno delle mobilitazioni che sarà possibile seguire attraverso gli hashtag #saperiliberi e #studenti. Nella tua scuola che cosa succede? Lascia un commento alla news!

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