Il Bonus cultura ha i giorni contati: il Governo vuole abolirlo. Ma c'è chi lo difende

Il bonus cultura per i 18enni sembra avere i giorni contati. La misura, che offre la possibilità di accedere all’app che permette di spendere 500 euro in prodotti culturali - come libri, dischi, teatro o cinema - è stato introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 a favore di tutti i ragazzi nati nel 1998, che sarebbero divenuti quindi maggiorenni nel corso dello stesso 2016. La Legge di Bilancio 2017 ha poi confermato il bonus per i diciottenni, che quindi è stato sfruttato anche dai ragazzi del ’99, che hanno compiuto 18 anni nel 2017. Una possibilità che è ancora in piedi: ci si può infatti registrare fino al 30 giugno 2018 e il bonus potrà essere speso fino al 31 dicembre 2018.

Bonus Cultura: il suo prolungamento è fortemente a rischio

Il nuovo ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, in un'intervista pubblicata sul Corriere della Sera, ha però espresso seri dubbi sul futuro del provvedimento: "In alcuni casi era meglio spendere diversamente i soldi - ha detto Bonisli - Penso alla 18 App, i 500 euro in buoni da far spendere ai diciottenni. Vale 200 milioni… Meglio far venire la fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe".

Le parole di Bonisoli non giungono a caso. Infatti contro il bonus si è espresso il Consiglio di Stato, che per ragioni formali ha bocciato il provvedimento con un parere depositato venerdì 15 giugno. L'estensione di altri due anni del bonus - paventata alla fine dello scorso anno - poggia infatti, secondo i giudici, su basi troppo deboli: manca una norma di rango primario che giustifichi il prolungamento della misura. La proroga del bonus cultura non è stata inserita esplicitamente nell’ultima legge di Bilancio, quella valida per il 2018, come era stato negli anni scorsi. Cosa fare dunque per tenerlo in vita? Servirebbe inserire la proroga in una legge e solo a quel punto procedere alla modifica delle norme in vigore, ma il governo Conte non sembra intenzionato a procedere su questa strada.


La petizione online per salvare 18app

Per proteggere il bonus cultura, Arianna Furi, direzione nazionale del Partito Democratico, ha lanciato una petizione su Change.org contro la cancellazione del provvedimento: "Prima di tagliare uno strumento così importate, parli con i ragazzi, incontri chi come me l’ha usato questo Bonus, incontri i ragazzi del 2000 che attendono di poterlo aver con una lista di libri da comprare già pronta. Le buone idee, caro Ministro, vanno migliorate, non cancellate solo perché non vengono dalla propria parte politica".

"Il Ministro Bonisoli persevera in un atteggiamento irresponsabile e svilente nei confronti di 18App, ma soprattutto dei nostri giovani - ha dichiarato la deputata del Pd Anna Ascani - E' delirante arrivare a dire che sarebbe più educativa per un ragazzo la rinuncia a un paio di scarpe per permettersi i consumi di cultura che avere 18App. Come se tutti i ragazzi in questo paese potessero permettersi i consumi culturali, come se non fosse responsabilità pubblica educare alla cultura".

Sulla stessa linea il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci. "Un ministro della Cultura, come Bonisoli, che vuole iniziare suo mandato con un taglio, comincia molto male - scrive Marcucci in un tweet - 18app aiuta a diffondere la cultura tra i giovanissimi. 18app non si tocca".

Il sottosegretario ai Beni Culturali Gianluca Vacca, però, su Twitter ha ribadito le critiche: “Ai bonus elettorali in stile PD come 18app noi preferiamo investimenti strutturali ed efficaci. Facciamo crescere la #famedicultura nel paese e nei giovani"


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