La Buona Scuola: le domande di Renzi agli studenti

Daniele Grassucci
Di Daniele Grassucci

la buona scuola: aperte le consultazioni online

Matteo Renzi si era appellato personalmente agli studenti nel suo videomessaggio del 3 settembre, chiedendo il loro parere sulla proposta del governo per la scuola del futuro. La Buona Scuola infatti non è una legge, ma una serie di proposte che sia il premier che il Ministro dell'Istruzione Giannini hanno promesso che saranno discusse insieme con le varie componenti del mondo della scuola. Per avviare questa discussione sul sito labuonascuola.gov.it è stato predisposto un questionario di ben 31 domande attraverso il quale raccogliere il vostro parere e le vostre indicazioni. Skuola.net ha l'onore di potervi spoilerare il contenuto del questionario, così che, quando parteciperete alla votazione, sarete già preparati. Ma non preoccupatevi, potete sempre interrompere o riprendere o modificare le vostre risposte fino al 15 Novembre.

150.000 INSEGNANTI, CHE CI FACCIAMO? - La prima parte della consultazione chiede un parere su come utilizzare gli insegnanti, circa 150.000, che verranno assunti entro il 1 settembre 2015. Infatti solo una parte di questi, poco meno della metà, coprirà le cattedre vacanti. Tutti gli altri serviranno a costituire il cosiddetto organico funzionale. Come impiegare quindi queste risorse aggiuntive? Tra le varie opzioni l’impiego in corsi di recupero o potenziamento delle materie curricolari, l’organizzazione di corsi extra-curricolari, il potenziamento della didattica nelle classi con molti stranieri o studenti con bisogni speciali di apprendimento. Ma non solo, i nuovi prof potrebbero essere impiegati per sostenere gli alunni nei momenti di passaggio, quindi in attività come l’orientamento, l’alternanza scuola lavoro o il passaggio da un ciclo scolastico all’altro (es. dalle medie alle superiori). In questa parte della consultazione si chiede anche di esprimere un parere sulle modalità di abilitazione degli insegnanti e sulle basi della valutazione di un futuro concorso. Hanno più importanza i titoli di studio oppure La capacità di trasmettere le conoscenze e di stimolare l’interesse della classe? Ai votanti l’ardua sentenza.

IL BUON DOCENTE - La nuova riforma della scuola punta a migliorare e riqualificare il ruolo dei docenti italiani, a partire da un nuovo sistema salariale, che andrà a sostituire i famosi scatti di anzianità. A contare, dal prossimo anno scolastico, saranno piuttosto le effettive capacità e qualità dell’insegnante, valutate direttamente dalle scuole. Sarà, quindi, reso disponibile alla consultazione un Registro Nazionale, nel quale verranno riportate tutte le informazioni sulla professionalità degli amministrativi. A questo proposito, la seconda parte del questionario online è finalizzata a scoprire quali informazioni si ritiene più importante conoscere, dal CV alle esperienze didattiche, passando per gli eventuali procedimenti disciplinari a suo carico o le scuole in cui ha insegnato. La formazione dei docenti, comunque, sarà continua e obbligatoria, necessaria per ottenere crediti formativi legati alla possibilità di crescita personale. Ma quali aspetti si ritengono indispensabili perché un insegnante possa essere giudicato positivamente? La qualità del suo lavoro in classe? O piuttosto il suo CV? O, ancora, la sua reputazione, l’impegno messo nel migliorare la scuola, l’impegno nella progettazione extracurricolare? A chiunque voglia partecipare alla consultazione il Governo chiede un consiglio in merito a quanto e in quali ambiti dovrebbe pesare la valutazione di un docente. Si può rispondere se si è d’accordo, e in che grado, con l’utilizzo di tale valutazione per modificare la retribuzione oppure, ad esempio, per applicare sanzioni e via dicendo. Si chiede un parere, dunque, in merito alla formazione e lo sviluppo professionale del personale amministrativo italiano, legati alla crescita stipendiale dello stesso.

IL BUON PRESIDE: UN MANAGER O UN SUPER PROF? - Nel questionario il Governo cerca di capire come nel mondo attuale viene percepita la qualità della scuola e delle sue componenti. Ad esempio un buon preside si distingue perché è bravo ad attrarre risorse economiche oppure perché crea un bel clima fra i docenti o meglio ancora se riesce ad aprire la scuola al territorio o alle famiglie?

SCUOLE APERTE DI POMERIGGIO: NON SOLO STUDIO - Nella scuola del futuro si percepisce forte il desiderio del governo di integrare maggiormente le famiglie: una delle poche domande aperte è dedicata proprio alle proposte in tal senso. Ma anche di rimanere aperta oltre l’orario canonico. Per fare cosa? Attività di studio e approfondimento delle materie già studiate nelle ore di lezione canoniche, oppure progetti extra-curricolari, magari gestisti da soggetti diversi dai professori di ruolo. Ma non solo lezioni, il pomeriggio si potrebbe dare spazio ad una sorta di autogestione degli studenti oppure ad attività ricreative per migliorare la coesione e l’integrazione sociale. Tuttavia per fare ciò gli edifici devono essere ripensati. Quali allora gli spazi più importanti? Varie le opzioni proposte per la buona scuola. Da uno spazio per permettere agli insegnanti di preparare lezioni, ad aule per lo studio autonomo degli studenti o date in gestione ai ragazzi stessi, a spazi di ritrovo e di socialità.

NUOVI PROGRAMMI: COSA IMPARARE A SCUOLA - Nella scuola del futuro bisogna ripensare i programmi. Ecco quindi che il Governo vuole sapere il parere di studenti e famiglie riguardo la didattica e il potenziamento di alcune materie scolastiche come la musica, lo sport, la storia dell’arte. Una domanda in particolare chiede di valutare quanto siano importanti i seguenti insegnamenti:
1 - un’ora di musica in più nella scuola primaria
2 - un'ora a settimana di educazione fisica nelle classi dalla II alla IV della scuola primaria

3 - il potenziamento della storia dell'arte e del disegno nella scuola secondaria
4 - il rafforzamento dell'insegnamento in inglese nella primaria
5 - il pensiero computazionale e la programmazione informatica nella scuola primaria
6 - lo studio dell'economia nella scuola secondaria di secondo grado
Le domande a risposta libera chiedono con quali azioni si potrebbero stimolare la creatività degli studenti nella scuola italiana, o rafforzare la preparazione sul digitale degli studenti e potenziare l’insegnamento delle lingue straniere.

NON SOLO MATERIE SCOLASTICHE, SI IMPARANO LE SKILLS - Ma nel mondo di oggi non serve solo sapere quando è morto Giulio Cesare, bisogna anche avere le cosiddette competenze trasversali. Quali sono le “skills” da educare nei giovani e da insegnare a scuola? Tra le proposte, ecco apparire “La competenza digitale”, o “Imparare ad imparare”, “Competenze sociali e civiche”, “Imprenditorialità”,”Problem solving” o “Competenze relazionali”. Queste abilità “da curriculum vitae” non sono le sole da poter scegliere nel questionario: è possibile infatti proporre altri aspetti secondo il proprio parere importanti per la formazione dei ragazzi e chiarire come si pensa possano essere insegnate a scuola.

COME CAMBIARE MEDIE SUPERIORI E MATURITA? - Nel questionario non mancano anche delle domande sul riordino dei cicli scolastici. Da anni infatti di dibatte sulla Maturità a 18 anni invece che a 19 anni. Quindi il Governo si chiede se è il caso di modificarli per durata, didattica o pensando ad ulteriori interventi.

ALTERNANZA SCUOLA E LAVORO - Studiare e, allo stesso tempo, imparare fin da subito a rapportarsi con un contesto lavorativo è un punto importante della nuova riforma della scuola. La quinta parte del questionario, infatti, è dedicata proprio ad indagare quanto gli italiani ritengano efficaci le proposte del Governo per migliorare questo aspetto delle nostre realtà scolastiche. E’ importante, inoltre, ridare nuova luce all’istruzione tecnica e professionale, da sempre etichettata come “di serie B”, ma in che modo? Rafforzando le attività laboratoriali, aumentando gli insegnamenti tecnico-specialistici, rafforzando il rapporto con le imprese? L’ultimo quesito di questa quinta parte del questionario lascia aperta la risposta in merito a quale situazione dovrebbe essere modificata nell’attuale strumento dell’alternanza scuola - lavoro, perché un maggior numero di imprese si convinca ad adottarlo.

COME ORGANIZZARE I FONDI A DISPOSIZIONE? - Ma come riuscire a portare a termine tutti gli interventi in programma senza un adeguato sistema di fondi a disposizione? Con il Piano “La Buona Scuola” il Governo si impegna a investire una quota consistente di risorse pubbliche sulla scuola. In questo momento, il fondo principale (MOF, cioè Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa) è assegnato attraverso Contrattazione d'Istituto ad ogni scuola principalmente sulla base della dimensione. Questo sistema di assegnazione, però, deve essere modificato: in quale modo? Il consiglio è chiesto direttamente agli italiani, che hanno quindi la possibilità di dare la propria opinione sulle numerose proposte già pianificate. Non solo, però, fondi pubblici. Anche le risorse private verranno sfruttate per rendere migliori le nostre scuole. E il Governo chiede ancora il parere del popolo: meglio utilizzare queste risorse per potenziare i laboratori, per l’edilizia scolastica o per sostenere l’ingresso nel mondo del lavoro? Ultimo punto di questa parte di questionario serve al Governo per indagare sul pensiero degli italiani in merito alle iniziative di crowdfounding: sareste d’accordo? E partecipereste?

COMMENTI GENERALI AL PIANO - Infine, per concludere, non mancano le domande aperte. Si chiede agli studenti di esprimere il proprio parere sui punti di forza della Buona Scuola, i punti di debolezza e infine sugli aspetti che andrebbero sostanzialmente ridiscussi. Insomma qui c'è la possibilità di esprimere la propria opinione per esteso e senza censura.

Daniele Grassucci - Carla Ardizzone - Francesca Fortini

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