Bonus cultura, 500 euro confermati anche per i nati nel 2000 e nel 2001

Marcello G.
Di Marcello G.

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È stato in dubbio fino all’ultimo secondo ma, per la gioia di migliaia di ragazzi, non solo è stato confermato ma addirittura ‘rafforzato’. Stiamo parlando del bonus cultura per i neo 18enni. Con lo spirito natalizio già nell’aria, lo scorso 23 dicembre, il Senato ha infatti dato il via libera definitivo alla Legge di Bilancio 2018. E, anche se dalla lettura del testo non appare chiarissimo, possiamo certificarvelo: tutti i nati nel 2000, che quindi diventeranno maggiorenni nel corso dei prossimi dodici mesi, potranno usufruire degli ormai famosi 500 euro da spendere in prodotti culturali sulla piattaforma 18app.

Per il prossimo biennio 580 milioni di euro per finanziare 18app

Ma, come detto, c’è di più. Perché il Governo, prima di congedarsi, ha deciso di fare un ulteriore regalo prolungando l’operazione anche per l’anno successivo. Così, pure chi è nato nel 2001 (e compirà 18 anni nel 2019) avrà a disposizione il suo bonus. Per finanziare l’iniziativa verranno messi a disposizione 290 milioni di euro sia nel 2018 che nel 2019. Cifre più o meno in linea con quanto stanziato negli anni precedenti. Le somme totali, infatti, si sono sempre aggirate attorno ai 300 milioni di euro (o poco meno). Molto dipende dal numero di 18enni, diverso ogni anno.

La musica entra definitivamente tra le categorie ‘culturali’?

Stando a quanto lascia immaginare la norma, anche le modalità di utilizzo della card di 500 euro dovrebbero rimanere invariate: oltre a teatri, concerti, musei, parchi, aree archeologiche e manifestazioni culturali, la musica (su supporto fisico o digitale) entra stabilmente tra le categorie acquistabili. Ovviamente, per averne la conferma ufficiale, bisognerà attendere il consueto regolamento attuativo. Tra qualche settimana sarà chiarito pure questo punto.

Il bonus raddoppia nell’Anno europeo del patrimonio culturale

Mai come stavolta, però, il destino del bonus cultura è stato appeso a un filo. Nei primi testi presentati in Parlamento sembrava quasi ‘blindato’; dopo il parziale flop del primo anno, infatti, nel corso del 2017 i neomaggiorenni – complice l’ingresso della musica nella rosa delle scelte – hanno iniziato a spendere gran parte dei propri 500 euro. Si pensava persino di rendere il bonus qualcosa di definitivo. Poi, però, i piani sono cambiati. Negli ultimi giorni prima del voto finale c’è stato il rischio che saltasse tutto. I fondi comunque, alla fine, sono stati trovati. Davvero un'ottima notizia per un Paese – l’Italia - che nel 2018 si appresta a vivere l’Anno europeo del patrimonio culturale.


Marcello Gelardini


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