Allarme rientrato, a settembre tutti a scuola

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Anno scolastico non a rischio

Dopo l’allarme sul fatto che molte scuole a settembre avrebbero potuto rimanere chiuse a causa dei tagli decisi dal Governo, il Ministro Profumo, come riportato da Ansa.it, ha subito rassicurato tutti dicendosi “convinto che l'anno scolastico non sarà a rischio”. Skuola.net vi spiega perché si è temuto per il corretto funzionamento delle scuole e perché, invece, dopo l’estate per tutti suonerà puntuale come ogni anno la campanella del ritorno a scuola.

I TAGLI DELLA SPENDING REVIEW - Al fine di ridurre le spese degli enti locali (Regioni, Province e Comuni) per far fronte alla crisi economica, all’interno del decreto 95/2012, la cosiddetta spending review, il Governo ha stabilito la soppressione e l’accorpamento di alcune Province. Inoltre, è stato chiesto alle Province di ridurre le spese di 500 milioni di euro nel 2012 e di un miliardo di euro nel 2013.

L'ALLARME - Questi tagli hanno scatenato la preoccupazione delle Province che, attraverso Giuseppe Castiglione, Presidente dell'Unione delle Province italiane e Presidente della Provincia di Catania, hanno lanciato l’allarme: la metà delle Province andrà in dissesto finanziario e saranno a rischio i servizi essenziali come quelli che riguardano l’istruzione.

NESSUN PROBLEMA, L'ANNO SCOLASTICO SARÀ REGOLARE - Il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, ha proprio quantificato l’entità del rischio affermando che “Non siamo in grado di garantire che i 5000 edifici scolastici che gestiamo possano iniziare l'anno scolastico”. Si è poi parlato anche di errori nel calcolo dei tagli da effettuare, di mancanza di fondi da destinare all’edilizia scolastica e tutto ciò non ha potuto che attirare l’attenzione del Ministro dell’Istruzione. Profumo, a margine di un convegno presso la Regione Lombardia, ha risposto con un secco “certamente no” alla domanda se il nuovo anno scolastico fosse a rischio aggiungendo che: “Sicuramente la sicurezza delle scuole è la priorità del Paese. Il Ministero ha avviato un processo complessivo per una serie di interventi immediati e uno più articolato, perché ci sia un programma pluriennale, in modo che le scuole italiane possano avere un loro sviluppo in termini di sicurezza e qualità”.

NUOVO INCONTRO PER CHIARIRSI - Non ci sarebbe nessun problema per Profumo che, comunque, domani incontrerà Giuseppe Castiglione e con lui discuterà dei problemi sorti e si penserà a risolvere eventuali errori. Effettivamente l’allarme ha avuto il merito di mettere tutti a conoscenza di una parte delle operazioni previste dalla spending review nel campo dell’istruzione, senza contare che il calcolo dei tagli probabilmente sarà da rivedere, ma il pericolo che le scuole potessero rimanere chiuse il prossimo anno non c’è mai effettivamente stato.

SUPERIORI ALLE PROVINCE, ELEMENTARI E MEDIE AI COMUNI- Finora, in base all’art. 139 del Decreto Legislativo 112/1998, alle Province spettava il compito di provvedere all’istruzione secondaria superiore, mentre ai Comuni era riservata la competenza sulle scuole medie ed elementari. Quindi, se davvero l’allarme fosse stato fondato, avrebbe riguardato le sole scuole superiori e, in particolare, quelle delle sole Province interessate dai tagli e dagli accorpamenti.

CAMBIAMENTI SOTTO CONTROLLO - Tuttavia, ora, proprio il decreto sulla spending review prevede che le province che rimarranno in piedi dopo i tagli avranno competenze solo in settori determinati (ambiente, trasporti e viabilità). Tutte le altre competenze finora detenute dalle Province, compresa quella limitata all’istruzione superiore, passeranno ai Comuni. Ovviamente, come in ogni fase di cambiamento, è normale riscontrare un po’ di confusione e un po’ di preoccupazione. Ma potete mettervi il cuore in pace, perché a settembre si tornerà di nuovo a scuola, nemmeno la crisi economica potrà fare in modo di distruggere questa certezza.

Pensavi davvero che le scuole potessero rimanere chiuse a settembre?

Cristina Montini

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