Posto fisso dopo la Maturità: l'alternanza "alla tedesca" sbarca in Italia

Marcello G.
Di Marcello G.

E se anziché accorciare i tempi del diploma si anticipasse l'ingresso nel mondo del lavoro? In questi mesi si sta discutendo molto sulla durata delle scuole superiori in Italia. Il ministero dell'Istruzione, dopo una fase sperimentale, ha dato il via libera ufficiale dall'anno scolastico 2018/2019 al primo ciclo di diploma in quattro anni. In molti difendono questa scelta, che permetterebbe agli studenti di uscire con il titolo in mano già a 18 anni. Tanti altri, però, bocciano una decisione che ai loro occhi svilisce il valore dell'istruzione superiore. Ma, quello che non sanno, è che una terza via è possibile: è il sistema duale alla tedesca.

Il sistema duale in Germania: come funziona

In Germania, infatti, i ragazzi degli istituti tecnici e professionali conoscono la vita d'azienda già a partire dai 15-16 anni. Non una semplice alternanza, come in Italia, ma un lavoro vero e proprio che si svolge in contemporanea alla tradizionale didattica: solo due giorni alla settimana (per un totale di 12 ore, di cui 8 dedicate all'insegnamento di materie professionalizzanti) si passano a scuola. Il resto è formazione. Retribuita. Come qualsiasi lavoro part-time. Qualcuno potrebbe dire che, un modello del generale, sia impossibile da importare. E invece no. Come dimostra la sperimentazione che alcuni grandi gruppi industriali tra cui Enel, Eni, Alliance, Farmindustria - hanno avviato in alcune regioni italiane.

L'alternativa italiana: l'apprendistato di primo livello

Per capire come funziona la via italiana al sistema scolastico duale è necessario osservare come si struttura uno di questi progetti. Ad esempio, quello sviluppato da Enel che coinvolge complessivamente 300 studenti di 16 scuole, selezionati in base al profilo personale e alle inclinazioni personali va in scena mentre i ragazzi stanno ancora frequentando il quarto e quinto anno delle superiori. Per cinque giorni si frequentano le lezioni a scuola, il sesto (solitamente il venerdì) si lavora e ci si forma in azienda. In più, durante l'estate, il lavoro si trasforma in un "tempo pieno". Il tutto regolarmente pagato: una sorta di borsa di studio. Dopo il quinto anno (e il conseguimento del diploma) si firma un contratto di apprendistato professionalizzante. E, se tutto va bene, dopo altri dodici mesi si viene assunti a tempo indeterminato. In pratica è la scuola che trova lavoro agli studenti.

Integrazione tra sistema scolastico e mondo del lavoro: il progetto di Enel

"In passato abbiamo assunto migliaia di diplomati attraverso l'apprendistato professionalizzante" spiega Cristina Cofacci, Responsabile relazioni industriali internazionali di Enel "perché per lavorare nella nostra azienda ci vogliono almeno tre anni di formazione interna. La nostra è stata quella di anticipare questo momento, lavorando con gli istituti industriali di elettronica e di elettrotecnica. Per integrare il nostro livello di innovazione tecnica e la nostra cultura del lavoro con il sistema scolastico". Una scommessa vincente, visto che già dopo il primo anno i ragazzi avevano raggiunto un ottimo livello di formazione. Contemporaneamente, anche i risultati scolastici sono stati molto buoni. "Una sinergia tra scuola e industria che" sottolinea Cofacci "anche la Commissione Europea vuole portare avanti. La transizione verso la cosiddetta quarta rivoluzione industriale rende ancora più necessari percorsi del genere".

Parlano gli studenti: "Avere un lavoro stabile a 20 anni: un'utopia che diventa realtà"

E la risposta dei ragazzi non poteva che essere entusiasta. "Ho un contratto con Enel già dal quarto superiore. Finita la maturità, i voti sono usciti il sabato e il martedì ero al lavoro nella mia unità d'appartenenza. Dopo tredici mesi il contratto è diventato a tempo indeterminato. Avere un lavoro stabile a 20 anni è un'utopia, io ce l'ho già da tre anni, per giunta in una grande azienda", racconta Giovanni, uno degli studenti scelti per l'apprendistato di primo livello. "La scuola prova a formarti per il lavoro ma non t?insegna quello che realmente di serve mentre" dice ancora Giovanni - "la formazione duale raggiunge un duplice obiettivo: arricchisce il bagaglio culturale dei ragazzi e gli insegna un lavoro. Coordinare le due cose è impegnativo, ma alla fine conviene".


Marcello Gelardini


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