L'imprenditore contro l'Alternanza scuola lavoro: "Non mandateci più stagisti, ci fanno perdere tempo"

"Basta ragazzi da inserire nei programmi di alternanza. Sono impreparati, ci fanno solo perdere tempo e non hanno voglia di imparare". Deve far riflettere la lettera con un imprenditore di Treviso si scaglia contro l'alternanza scuola - lavoro. Nel frattempo il messaggio, inviato a tutti i presidi delle scuole superiori della provincia veneta, sta suscitando numerose polemiche. Confermando che, in molti casi, i progetti di alternanza scuola lavoro non vengano interpretati dagli attori coinvolti - aziende ospitanti, scuole e studenti - nella maniera più corretta. Anche se qui, obbiettivamente, si è andati oltre.

La lettera dell'imprenditore 'No Alternanza'

Perché Nisio Lenzini, questo il nome del titolare di un'azienda di revisione e assistenza meccanica del trevigiano, non usa giri di parole per chiedere ai dirigenti scolastici di non mandargli più stagisti in fabbrica. La lettera, riportata dal quotidiano 'La Tribuna di Treviso', è stata infatti indirizzata non solo agli istituti ma anche a Unindustria e alle associazioni di categoria degli imprenditori: "L'80 per cento dei ragazzi che sono venuti da me non sanno leggere il calibro. I curriculum sono tutti uguali, quando li interrogo a voce i ragazzi mi dicono di essere 'nubili'. L'azienda deve fare l'azienda, spetta alle scuole la formazione, ma questa non è assolutamente all'altezza", ha dichiarato Lenzini. Inoltre, l'imprenditore sostiene di non trovare personale preparato - operatori di macchine utensili, tornitori, motoristi - da assumere, nonostante dia un salario di ingresso 1.500 euro netti al mese.

Associazioni di categoria e genitori non ci stanno

Unindustra Treviso, dal canto suo, sottolinea che la maggior parte delle imprese è soddisfatta della collaborazione con le scuole. "Abbiamo sempre sostenuto, con tempo e risorse, le scuole affinché assicurino una adeguata educazione professionale - dice Sabrina Carraro, vicepresidente di Unindustria Treviso/Assindustria Venetocentro Imprenditori Padova Treviso - lo consideriamo strategico per il futuro delle nostre imprese e del loro ruolo sociale nel territorio. Tra le imprese registriamo un diffuso interesse e partecipazione". Anche i genitori delle scuole del trevigiano, però, non sono d'accordo: "L'alternanza non è lavoro a costo zero per le imprese, da parte dei ragazzi, ma apprendimento sul campo del funzionamento del mondo del lavoro".

L'assessore regionale alla Scuola appoggia l'imprenditore

Ma l’imprenditore al centro del caso almeno un alleato l'ha trovato. È l'assessore alla Scuola della Regione Veneto, Elena Donazzan, che ha commentato così l'accaduto: "Trovo che le critiche - scrive Donazzan in una nota ufficiale - siano meritevoli di attenzione e di opportuna considerazione. L'alternanza scuola-lavoro è uno strumento importante per mettere in contatto l'istruzione sui banchi con il mondo del lavoro, ma non basta introdurre con legge un obbligo curricolare: l'istituto va seriamente rivisto, alla luce delle esigenze delle aziende e della preparazione degli studenti, nonché delle loro aspettative".


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