L'alternanza scuola lavoro che funziona: 1 su 10 trova lavoro prima del diploma

Marcello G.
Di Marcello G.

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Doveva essere lo strumento per avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro ancor prima della fine delle scuole superiori ma, in concreto, non sempre si è colta l'occasione. Parliamo dell' alternanza scuola-lavoro che, con la riforma sulla “Buona Scuola” dall’anno scolastico 2015/2016 è stata potenziata e ha portato per gli studenti dell’ultimo triennio un buon numero di ore di tirocinio formativo (400 ore per gli iscritti agli istituti tecnici e professionali, 200 per quelli dei licei). Eppure, non sono stati pochi gli istituti che hanno avuto difficoltà nell'organizzazione, in particolare i licei. Già nei mesi scorsi Skuola.net aveva chiesto direttamente ai ragazzi interessati in che modo avevano svolto l’alternanza e la ricerca aveva fatto emergere luci e ombre: l'impegno non manca, visto che la stragrande maggioranza degli studenti interessati ha risposto di aver effettivamente preso parte al progetto; eppure, non sempre questo ha previsto attività in azienda di alto livello formativo. Ma ci sono scuole che si sono distinte per essere riuscite a costruire delle dinamiche virtuose, dimostrandosi veri e propri modelli da seguire: non solo hanno permesso ai ragazzi di conoscere da vicino il mondo del lavoro ma, addirittura, di trovare lavoro prima del diploma.

L'ESPERIMENTO VINCENTE DEL "DA VINCI" DI ROMA - Una della articolazioni migliori dell’alternanza scuola-lavoro durante l’ultimo anno scolastico è stata sicuramente quella dell’Istituto d’istruzione superiore “Leonardo Da Vinci” di Roma. Qui, infatti, sono stati creati tre percorsi differenti a seconda delle classi. Gli studenti del terzo anno hanno “simulato” in aula un’impresa puntando sulle nuove tecnologie come chiavi per trovare più facilmente lavoro. Quelli del quarto anno, invece, hanno iniziato con una fase di formazione a scuola dopodiché, i più meritevoli, sono entrati a piccoli passi in azienda frequentando uno stage estivo. Mentre i maturandi sono partiti proprio dal tirocinio per “allenarsi” a ciò che li aspettava dopo il diploma.

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CON L'ALTERNANZA SI PUO' TROVARE LAVORO - In questo modo, quando l’alternanza scuola-lavoro del “Da Vinci” avrà completato il primo ciclo i ragazzi saranno veramente pronti a confrontarsi appieno con il mondo del lavoro. Alcuni, però, già lo potranno fare: Le aziende che hanno aderito al nostro progetto – sottolinea Irene De Angelis Curtis, dirigente scolastico dell’Istituto intervistata da Skuola.nethanno offerto già da ora ad alcuni alunni un tirocinio da svolgere subito dopo la maturità. Circa il 10% degli studenti partecipanti al progetto, secondo dati interni alla scuola, sono poi stati contattati dalle stesse aziende per iniziare una collaborazione.

I PROBLEMI DA RISOLVERE - Un successo, quindi. Ma allora, quali sono i problemi che rallentano o mettono in difficoltà gli altri istituti? “Secondo me c’è una scarsa conoscenza delle opportunità offerte dalla legge – dice la De Angelis Curtis – ma c’è da considerare anche che molte scuole si sono trovate per la prima volta a dover mandare alunni fuori istituto; soprattutto i licei non sono abituati a questa prassi. Proprio l’idea del tirocinio ha avuto difficoltà a farsi strada in parecchie realtà. “Per gli studenti degli Istituti Tecnici – continua la preside del “Da Vinci” – è relativamente più semplice trovare un contesto per uno stage correlato al tipo d’indirizzo professionalizzante. Tuttavia anche questo è un tipo di formazione e bisogna renderlo attuabile a ogni livello, anche nei licei”.

BISOGNA ENTRARE NELLA FILOSOFIA DELLA RIFORMA - Non può mancare un giudizio sui lati positivi e su quelli negativi della riforma: “Il punto di forza dell’alternanza – afferma la De Angelis Curtis – è il fatto di rendere consapevole l’alunno del mondo che lo circonda, che non può più essere rappresentato solo da un libro. Quello negativo è aver fatto emergere una scarsa “cultura” dell’alternanza, della necessità di preparare i giovani al lavoro futuro o d’insegnare loro gli atteggiamenti fondamentali che il lavoro richiede”.

IL GIUDIZIO DEGLI STUDENTI - Ma qual è il giudizio dei diretti interessati? Degli alunni dell’IIS “Leonardo Da Vinci” di Roma? È praticamente un plebiscito: oltre il 90% degli studenti è assolutamente soddisfatto del modo in cui ha svolto l’alternanza scuola-lavoro. Un’esperienza in grado di chiarire le idee su cosa significhi lavorare, per capire le proprie inclinazioni ma anche un tassello fondamentale per trovare più facilmente lavoro: sono soprattutto queste le impressioni rimaste nella mente dei ragazzi. Una vera e propria palestra che ha insegnato loro a rispettare ruoli e regole in azienda, ad approcciarsi con le persone, ad usare gli strumenti che gli serviranno un domani. Quello che emerge è la necessità, per i giovani, di ridurre il divario tra teoria e pratica e di preparare ad affrontare le sfide che il mercato del lavoro propone; qualcuno propone addirittura d’iniziare con l’alternanza già dal primo anno delle superiori.

LE ATTIVITA' PREFERITE E QUELLE DA EVITARE - Secondo la loro esperienza le attività più formative sono state quelle fatte in studi professionali (avvocati, commercialisti, ecc.) ma anche in contesti “di nicchia” (è il caso di un ragazzo che aveva ottime capacità nel montaggio video; per lui è stata trovata un’azienda di produzione fiction). Al “Da Vinci”, infatti, si è cercato di fare un’alternanza che tenesse conto delle richieste dei ragazzi. Unica nota dolente: gli stage nelle Pubbliche Amministrazioni, in cui i funzionari, a dire dei ragazzi, non sempre hanno saputo trovare una giusta collocazione allo studente.

COSA DOVREBBERO FARE LE ALTRE SCUOLE - “Gli istituti dovrebbero sempre rispettare e condividere le aspettative degli studenti – conclude Irene De Angelis Curtis – soprattutto per i licei l’alternanza scuola-lavoro deve rappresentare un momento di riflessione sulle scelte future da intraprendere, a prescindere se sia università o lavoro”. Non sempre l’idea di partenza è la soluzione migliore.

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