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Tipologie di materiali che fuoriescono dai vulcani


Tipologie di materiali provenienti dall'interno della Terra che fuoriescono sulla superficie tramite le eruzioni vulcaniche:
- materiali fluidi
- materiali solidi
- materiali gassosi

I materiali fluidi sono formati dalla lava. Non ne esiste un unico tipo, ma svariati in base alla temperatura, al contenuto di gas alla composizione chimica (elementi che la costituiscono).

Quando la lava raffreddandosi solidifica o può così originare diversi tipi di roccia magmatica:
-effusiva: solidifica all'esterno del vulcano (basalto)
-intrusiva: si raffredda e si solidifica in profondità (granito)
Inoltre a seconda che raffreddamento sia rapido (fondali oceanici) o lento, le colate laviche solidificate assumono forme diverse ben distinguibili (ad esempio lava a cuscini).

I materiali solidi sono i piroclastiti o materiali piroclastici. Questi ultimi sono frammenti solidi scagliati dai vulcani durante le fasi esplosive di un'eruzione. Sono costituiti sia da rocce "strappate" dal condotto e dal cono vulcanico durante l'esplosione, sia dalla lava che si solidifica in volo.
In base alle dimensioni si definiscono:
-ceneri vulcaniche pulviscolari;
-lapilli, piccoli ciottoli;
-bombe vulcaniche, blocchi molto pesanti.

I materiali gassosi costituiscono il 5% del peso del magma, insieme ai vapori. Essi sono prevalentemente formati da vapore acqueo (70-95%) e anidride carbonica, in aggiunta composti di zolfo, fosforo, azoto e cloro, molto tossici, ma che per fortuna si diluiscono appena fuoriusciti dal cratere con gli altri gas atmosferici. Sono intervenuti nelle modifiche dell'atmosfera primordiale e l'alimentano tutt'ora. Hanno un ruolo determinante nella genesi delle eruzioni vulcaniche: infatti, se aumenta la loro pressione sulle pareti della camera magmatica, del condotto vulcanico e del cono vulcanico, in seguito a loro repentino riscaldamento, questi casa provocano l'effetto "a bottiglia di spumante", cioè fuoriescono repentinamente trascinandosi dietro il magma. Questo evento può provocare l'apertura di nuovi crateri anche sulle pendici laterali di un vulcano o rimuovere l'ostruzione presente sul cratere primario. In seguito ad un'eruzione, il vulcano ritorna quiescente finché altro magma in risalita non provocherà un altro repentino riscaldamento e scoppio dei gas magmatici con successiva risalita degli stessi.

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