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La sughera

La sughera, sparsa un po' in tutto il bacino mediterraneo occidentale (Spagna, Portogallo, Algeria, Marocco) e in Dalmazia, ricopre in Sardegna i suoi areali più vasti: circa 60.000 ettari con oltre 17.400.000 alberi. Special¬mente nella Gallura, dove la sughera è forse l'essenza più diffusa, il paesaggio è fortemente caratterizzato dalla presenza di questi boschi-parco, dal sotto-bosco basso o del tutto assente, tranne bassi cespugli di cisto.
« La sughera » come scrive Piovene, « è albero sardo, che ha la stessa virtù di mescolarsi alla vita degli uomini. Cresce sui terreni peggiori, chiede poco e da molto; spicca con le sue fronde cupe e la corteccia rossa. Fu nel secolo scorso inconsultamente bruciato e decimato dai pastori, cosicché oggi bisogna nuovamente diffonderlo. Da ghiande agli animali, le frasche quando ogni altro cibo è scomparso nei periodi di secca, ottima legna agli uomini, ed è così una permanente riserva delle difficoltà di una economia primitiva. Preziosa è però soprattutto la corteccia da cui è ricavato il sughero ».

In Italia gli areali della quercia da sughero sono situati inoltre nella Maremma toscana e laziale, in Lucania, in Sicilia e , in territori di minima estensione, relitti delle cosiddette « bonifiche » di questi ultimi anni nel Brindisino.

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