Genius 20106 punti

La radice

Lo sviluppo della radice di una pianta è in funzione dell’umidità che essa riesce a reperire nel terreno. Nelle zone aride e desertiche dell’Africa, esistono piante dall’apparenza di cespugli che in realtà hanno delle radici molto profonde che possono arrivare anche a 40 metri per poter raggiungere le falde acquifere. Invece nelle zone molto umide e calde, le radici, avendo l’acqua a disposizione fin dalla superficie del terreno, si diramano appena sotto lo strato superficiale del terreno e di solito si estendono orizzontalmente. Addirittura, in alcune regioni esistono anche piante con radici aeree.
Tutte le radici si possono distinguere in radici a fittone e radici fascicolate o affastellate.
• Nella radice a fittone, la radice principale si allunga sempre più verso il basso e porta radici laterali che non raggiungono mai la lunghezza di quella principale.
• Nella radice fascicolata, la radice principale non è molto lunga e, in lunghezza, viene ben presto superata da quelle laterali che formano una specie di ciuffo, più meno fitto.
Un caso particolare è rappresentato dalla carota. In essa, il fittone della radice diventa grosso e carnoso e non solo serve per fissare la pianta al terreno ma conduce anche alle foglie l’acqua assorbita dai peli radicali. Dello stesso tipo sono le radici della barbabietola della rapa e del rafano. Nella carota, per esempio, la radice vera e propria inizia dove appaiono le radici laterali mentre il tratto superiore prende il nome di ipocòtile.
Esistono anche radici avventizie; esse non derivano direttamente dalla piccola radice dell’embrione, ma dal fusto o dalle foglie, come nel mais o in molti altri cereali. In tali piante, la radice principale è già morta, mentre dai nodi del fusto, chiamato “caule” si sono formate delle radici laterali piuttosto vigorose.
Un esempio singolare di radice avventizia ci è fornito dalle mangrovie. Esse crescono sulle coste paludose dei mari tropicali oppure sulle foci dei fiumi. La radice principale è immersa nel fango che, essendo povero di ossigeno, non permette alla pianta di sopravvivere. Allora dal fusto e dai rami nascono delle radici che si affondano nel fango che in pratica sostengono la pianta come se si trattasse di trampoli. Con l’alta marea esse sono sommerse, ma quando arriva la bassa marea, esse si scoprono e possono quindi respirare.
Esiste anche il caso di una pianta, il “Ficus bengalensis” che, da sola, può costituire un intero bosco. Infatti, dai rami grossi e molto lunghi, scendono enormi radici aeree che prima restano sospese, ma crescendo arrivano a toccare il terreno, vi si impiantano e funzionano così come radici normali. Queste radici diventano poi grosse e robuste e possono così sostenere i lunghi rami che crescono orizzontalmente.
Hai bisogno di aiuto in Scienze per le Medie?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email