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La prateria

Il bioma della prateria è costituito da un tappeto più o meno continuo di piante erbacee e da alberi ad alto fusto come il baobab e le acacie in zone colpite dalla siccità. Il clima è caratterizzato da un estate calda e secca, da un inverno con precipitazioni molto scarse e da lunghe stagioni intermedie molto piovose.
La maggior parte delle piante presenti è annuale e sono più o meno alte a seconda della piovosità del luogo, con uno sviluppo molto veloce, passando in pochi giorni dal germogliare del fiore al frutto e al seme.
La catena alimentare del bioma è basata sui vegetali autoctoni o sui resti vegetali trasportati dal vento.
I mammiferi più numerosi sono i roditori, che di giorno vivono in tane nel sottosuolo e traggono l'acqua dalla poca vegetazione presente. Il territorio è popolato anche da molte altre specie come i grandi mammiferi, numerose specie di uccelli, animali come il bufalo, i licaoni o la gazzella, una delle prede favorite dai coccodrilli e dagli altri predatori che abitano questo territorio. La prateria prende diversi nomi a seconda della zona in cui è presente quest’ambiente: steppa in Europa e in Asia o pampa in Sud America e savana in Africa.

La savana, un particolare tipo di prateria

Il termine savana deriva da un termine indigeno caraibico che indica “una distesa erbosa, più o meno piatta, in cui crescono piante erbacee che possono essere alte anche più di un uomo”.
Nel caso della savana umida e di quella arida, nonostante le precipitazioni siano sufficienti per la crescita di foreste, il caldo provoca una evaporazione così forte da non permettere l'instaurarsi di un clima sufficientemente umido.
La flora della savana è caratterizzata da piante xeromorfiche cioè abituate alla mancanza di acqua. Abitano la savana una gran quantità di erbivori di notevoli dimensioni (gnu, zebre, antilopi, giraffe, rinoceronti ed elefanti in Africa; cervi, elefanti e gaur in India), che durante la stagione secca migrano per centinai di chilometri in grandi branchi per raggiungere zone più umide .
La socialità si trova anche nei carnivori della savana: leoni, licaoni, iene e sciacalli cacciano in gruppi seguendo particolari strategie. Tra gli abitanti della savana troviamo anche grandi uccelli.

Il bracconaggio

Uno dei principali danni causati dall’uomo nel bioma della prateria è la caccia illegale degli animali. Molto è stato fatto e diverse sono stati i tentativi per risolvere la grave situazione del bracconaggio. Per esempio negli stati del Bengala Occidentale la pesca e la caccia illegale e la distruzione ambientale delle foreste, è un problema drammatico che ha spinto le autorità ad assumere un originale soluzione. Mentre il numero dei coccodrilli in libertà crolla, portandoli alle soglie dell'estinzione, quello dei loro omologhi di allevamento è considerevole. La strategia è semplice: numerosi esemplari di coccodrillo adulto sono stati presi dalla cattività e liberati nelle foreste allo scopo di spaventare e tenere a distanza gli abitanti dei villaggi vicini, responsabili degli atti di bracconaggio. Secondo i Guardia Parco il sistema sta funzionando efficacemente: la paura di perdere capi di bestiame o di trovarsi faccia a faccia nella acque basse con un poderoso coccodrillo è sufficiente a tenere a distanza questi perfidi cacciatori

Il cane della prateria

Il cane della prateria è uno scoiattolo terricolo, un roditore appartenente alla stessa famiglia delle marmotte, gli sciuridi; il suo nome deriva dal verso caratteristico, molto simile al latrato di un cane, che emette per avvertire i propri simili di un pericolo incombente. Vive principalmente negli stati occidentali degli Stati Uniti ed in alcune zone del Canada e del Messico.
Predilige le pianure erbose ma può vivere anche in zone desertiche, collinose e montuose, generalmente dal clima asciutto. Il cane della prateria è un animale sociale che vive in famiglie formate da un solo maschio adulto, da quattro cinque femmine più la prole. La sua tana è costituita da un intricato sistema di cunicoli e gallerie che collegano diverse camere sotterranee, che vengono adibite alle varie necessità della famigliola: il nido per le madri ed i piccoli in allattamento, la tana per gli altri componenti adulti, la toilette, etc. Le gallerie possono essere profonde fino a 4-5 metri e lunghe anche centinaia o migliaia di metri.

Da qualche anno è diventato possibile anche adottarli e tenerli in casa come animali domestici, ritenuto ingiusto dalle associazioni animaliste.

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