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Movimenti delle placche crostali

Le placche crostali o zolle crostali si muovono: alcune si allontanano l'una dall'altra lungo i margini divergenti, altre vengono spinte una contro l'altra lungo i margini convergenti. Le fratture conseguenti ai movimenti delle placche sono dette faglie. Questi movimenti, di pochi cm all'anno (al massimo di 15 cm), si verificano perché la litosfera galleggia sul mantello, le cui rocce, fluide per l'elevata temperatura, sono rimescolate da movimenti circolari dal basso verso l'alto; tali movimenti circolari, chiamati correnti convettive, sono simili a quelli dell'acqua che bolle in una pentola.
I margini divergenti costituiscono una zona di espansione perché lo spostamento delle placche provoca una frattura, chiamata rift, dalla quale affiora nuovo magma del mantello, che produce un accrescimento della massa terrestre: è questo il caso, per esempio, del rift che corre lungo il fondale dell'Atlantico - un oceano che sta appunto aumentando lentamente la sua superficie - e della Rift Valley, la grande frattura che attraversa l'Africa orientale.

I margini convergenti costituiscono invece una zona di subduzione, perché una placca sprofonda sotto l'altra, fino a immergersi nel mantello dove le rocce della crosta si fondono. Il movimento delle placche, quindi, provoca da un lato la formazione di nuova crosta terrestre, dall'altro la sua distruzione. Lo scontro di due placche crostali lungo i margini convergenti è la causa della orogenesi, cioè della formazione delle montagne. Infatti, sotto la spinta del movimento, i bordi delle due placche convergentisi corrugano, si piegano, si spezzano e si innalzano dando origine, nel corso di milioni di anni, a una catena montuosa.

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