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Teoria tettonica delle placche


Secondo la teoria della tettonica (la tettonica è una parte della geologia che studia le cause della deformazione della crosta terrestre a placche), la crosta ed il mantello terrestre sono suddivisi in litosfera e astenosfera.
La litosfera è la parte esterna, mobile e rigida della Terra e comprende il mantello superiore e la crosta terrestre- L’ astenosfera che significa sfera debole, è una parte del mantello meno rigida: le rocce dell’astenosfera si trovano vicine al punto di fusione. È uno strato che, per questo, può comportarsi come un fluido.
Il guscio litosferico che circonda la terra è rotto in una serie di placche, continentali o oceaniche. Queste placche sono continuamente in movimento: una placca può muoversi verso l’altra, può allontanarsi o può scivolare. Il modo con cui le placche agiscono fra di loro crea delle deformazioni della crosta terrestre e l’attività sismica della Terra, come i terremoti. In pratica è come se la litosfera fosse una specie di “puzzle” e i movimenti delle placche si collocano lungo le zone di limite fra una placca e l’altra. Quindi, le zone sismiche si trovano dove avviene il contatto e i movimenti fra le placche
Si possono distinguere tre tipi di margine:
1. Margine in accrescimento o divergenti o costruttivi. Si trovano in corrispondenza delle dorsali oceaniche. Si tratta di margini fra due placche che si separano, si viene a creare una nuova litosfera oceanica.
2. Margini in consunzione, o convergenti o distruttivi. Si trovano in corrispondenza di fosse oceaniche. Il movimento che si crea si chiama subduzione: si tratta di una placca litosferica che scivola sotto l’astenosfera.
3. Margini di scivolamento o conservativi. Le placche litosferiche slittano una rispetto all’altra, ma l’aspetto della litosfera non viene modificato.
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