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Mimorfismo


La natura si è veramente sbizzarrita nel campo del camuffare. Cosi c’è un Bruco geometra che somiglia perfettamente per colore, forma, dimensioni ed atteggiamento ad uno stecco o ad un ramo: ingannerebbe anche un naturalista. Un curioso insetto, il Fillio, originario della Malesia imita meravigliosamente le foglie su cui si posa. Tutto l’animale è di colore verde e sviluppato in larghezza: sulla parte superiore del corpo ha delle nervature simili a quelle di una vera foglia. Esiste inoltre una straordinaria farfalla dell’India (la Kallima), che ha la parte inferiore delle ali del colore delle foglie secche (verde bruno). Se è poggiata su un ramo con le ali chiuse, sia per il colore che per la forma del suo corpo ha l’aspetto di una foglia. Sulla superficie del suo corpo si trovano infatti nervature mediane e laterali e finanche una sporgenza simile al picciuolo.
Una specie particolare di Mantide si è ingegnata ad imitare dei fiori. Nella parte inferiore la Mantide somiglia ad un gruppo di foglie morte: il torace, la testa e le zampe imitano in modo straordinario una orchidea di un bel colore violetto con bordi rosati. L’insetto attende la sua preda: appena questa attratta dai bei colori è a tiro la Mantide l’afferra e la mangia. Vive in Brasile una splendida farfalla, la Caligo. Essa ha sulle ali uno stupendo disegno: una vera riproduzione fotografica a colori di una civetta con due enormi occhi immobili. La farfalla quando è in posizione di riposo nasconde questo disegno: ma se vede avvicinarsi qualche uccello deciso a divorarla, essa apre improvvisamente le ali e l’immagine spaventosa della civetta mette in fuga l’aggressore. La imitazione degli occhi della civetta è meravigliosamente perfetta: se ne possono vedere la pupilla, l’iride ed il grande cerchio nero, che rende più impressionante lo sguardo. In certi animali il mimetismo viene utilizzato quasi con consapevolezza. C’è, ad esempio, la Beccaccia, che se si trova nascosta in un canneto e vede avvicinarsi un pericoloso nemico, rimane ben ferma, con la faccia volta verso il pericolo; essa è di colore giallo con le strisce. Se poi le canne sono mosse dal vento, anch’essa si dondola imitando il moto delle canne. C’è di più. Un animale dell’America del Nord, l’Opossum, se si sente in grave pericolo si butta al suolo e rimane immobile: sembra proprio un animale morto. Anche se il suo nemico lo spingerà da una parte all’altra, l’Opossum rimarrà in questo stato di morte apparente. Ma appena il pericolo si allontana, l’Opossum svelto si rimette in piedi e fila via, più vivo dei vivi. Non è il solo animale che sa rappresentare alla perfezione la “simulazione della morte”: c’è anche la brutta Iena, divoratrice insaziabile di carogne, che ci sa fare. La iena è un animale che non ha abitudini combattive: se per caso viene circondata da una muta di cani si finge morta è benché maltrattata non reagisce, come se veramente fosse un cadavere stecchito. Appena però vede profilarsi una via di scampo, fila via,con la velocità di un fulmine e si mette in salvo prima ancora che i cani possano riprendersi dalla sorpresa.
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