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Le foglie ed il riposo invernale

D’inverno come alcuni animali, anche le piante perenni e a foglie caduche vanno in letargo. Il loro riposo consiste in un grande rallentamento di ogni attività funzionale cioè tutte le cellule che compongono la pianta riposano e per riposare esse debbono essere molto povere di acqua. Infatti, quando le molecole che formano la cellula sono imbevute di acqua, esse sono assai distanziate una dall’altra ed occupano una grande superficie. Ciò rende possibile quelle trasformazioni chimiche, per esempio la funzione clorofilliana, che avvengono nella pianta durante la stagione estiva. Ma se le cellule sono povere di acqua, tali trasformazioni chimiche non avvengono è la cellula può quindi riposare. La privazione dell’acqua avviene gradualmente in autunno per metto di un’apposita evaporazione, resa possibile dagli stomi, cioè da piccolissime aperture nelle foglie. Anche l’assorbimento radicale viene a poco a poco sospeso. La temperatura del terreno che si abbassa, rende meno permeabili le cellule dei pelini radicali ed il risultato di tutto ciò è che l’assorbimento degli alimenti viene a cessare. Occorre, però, fare una precisazione: le foglie sono ricche di sostanze minerali indispensabili alla pianta che non si può permettere di disfarsene in vista della stagione invernale. Perciò in autunno, la pianta fa un’accurata selezione delle ricchezze di cui essa dispone: i Sali di calcio, la silice e le altre sostanze di rifiuto rimangono nella foglia che successivamente cadrà. Invece, i minerali di azoto, fosforo, potassio e magnesio che alla pianta sono sempre indispensabili, attraverso i piccioli delle foglie , scendono per andare ad accumularsi negli strati più profondi della corteccia, nelle cellule più profonde del legno (= raggi midollari) Se non si tratta di piante legnose, un processo simile avviene nelle parti sotterranee della palata, del tulipano, dell’iris o del giglio. A questo punto, le foglie ormai contenenti solo prodotti di rifiuto possono cadere, ma prima che ciò avvenga, la pianta provvede a formare una cicatrice alla base del picciolo affinché dopo il distacco della foglia non rimanga una ferita scoperta.
Così, l’albero, privo di foglie, asciutto e carico di sali minerali, può passare la stagione fredda protetto dalla corteccia, in gran parte composta da sughero che è un ottimo isolante. L’unico inconveniente è dato dalla presenza nella corteccia di piccoli forellini, fra una cellula e l’altra, chiamati lenticelle, che servono per far passare l’ossigeno dell’aria e attraverso le quali potrebbe anche entrare il freddo. Perciò, la pianta, sotto ogni lenticella forma come una specie di piccolo coperchio di cellule legnose schiacciate che chiudono l’apertura. Per le piante sempreverdi il processo e diverso e particolare. La foglia cade quando quella nuova spunta per cui anche durante la stagione invernale le foglie si trovano a combattere contro il freddo. A questo scopo, le foglie invernali, trasformano l’amido che d’estate esse contengono in zucchero che rende le foglie resistenti al freddo, come succede per gli esseri animali che, per proteggersi dal freddo si nutrono di cibi più grassi perché il carbonio con la sua con ustione produce molto calore.
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