Meccanismo della respirazione

I polmoni non hanno muscoli interni e quindi nella respirazione svolgono un ruolo passivo. Si possono paragonare a due mantici: quando si dilatano, aspirano l’aria atmosferica ricca di ossigeno; quando si afflosciano, espellono l’aria carica di anidride carbonica e di vapore acqueo.
E’ facile verificare che nell’atto della respirazione si distinguono due fasi: inspirazione ed espirazione, a cui segue una breve pausa.
- Per effetto del diaframma che si abbassa e delle costole che si innalzano (per l’azione dei muscoli elevatori delle costole) i polmoni si dilatano e si riempiono automaticamente di aria richiamata dall’esterno: è questa la fase dell’inspirazione.
- Per effetto poi del diaframma e delle costole che ritornano nella posizione di riposo, la cavità toracica diminuisce di volume e i polmoni passivamente espellono dagli alveoli una parte dell’aria viziata, così come avviene di un pallone di gomma appena se ne slega la bocca: è questa la fase dell’espirazione.

La inspirazione e la espirazione dipendono per¬ciò dal movimento del diaframma e delle costole, cioè dal volume che assume la cavità toracica.
L’uomo adulto in media compie 16-18 atti respiratori al minuto primo. Tale numero è più elevato nei bambini (25-30). Durante il lavoro muscolare, negli stati febbrili, ad alta quota (per es.: in alta montagna), gli atti respiratori aumentano. Durante il sonno, invece, diminuiscono.
In un atto respiratorio normale entra ed esce dai polmoni circa mezzo litro d’aria. La capacità totale dei polmoni, ossia la quantità massima dell’aria contenuta nei polmoni, è di circa 5 litri. Nella respirazione quindi una certa quantità d’aria, pur venendo ricambiata, rimane nei polmoni.
La tosse, lo starnuto, lo sbadiglio e il singhiozzo sono degli atti respiratori modificati.
- La tosse è una violenta espirazione che fa vibrare le corde vocali.
- Lo starnuto è una forte espirazione attraverso le vie nasali, preceduta da profonda inspirazione.
- Lo sbadiglio è una lunga e profonda espirazione a bocca aperta.
- Il singhiozzo è provocato dalla rapida contrazione del diaframma per cui l’aria che viene inspirata violentemente fa abbassare di colpo l’epiglottide, la quale produce il caratteristico rumore. Per far cessare il singhiozzo, basta trattenere a lungo il respiro.

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