Respirazione nelle cellule


Il sangue, dopo essersi arricchito di ossigeno nei polmoni, fa ritorno al cuore per mezzo delle quattro vene polmonari (due per ciascun polmone) per essere poi inviato a tutte le parti del corpo attraverso l’arteria aorta e le sue diramazioni.
Giunto agli ultimi capillari arteriosi l’ossigeno si stacca dall’emoglobina e si diffonde nelle cellule dei vari tessuti. Si tratta di un fenomeno analogo a quello verificatosi negli alveoli polmonari.
Nelle singole cellule l’ossigeno provoca una lenta combustione degli zuccheri, dei grassi e delle sostanze proteiche. Come prodotti finali della combustione ne derivano due sostanze di rifiuto: acqua e anidride carbonica. Quest’ultima dalle cellule passa nel plasma sanguigno dove in gran parte si scioglie e in quantità minore si combina con l’emoglobina dei globuli rossi. Così, il sangue arterioso (= ricco di ossigeno), gradatamente ridiventa venoso (= ricco di anidride carbonica).
Come conseguenza del processo di combustione degli alimenti nelle cellule si ha una produzione di calore che mantiene costante la temperatura del corpo umano sui 36,5-37 gradi centigradi.
La vera e più importante respirazione è la combustione degli alimenti che avviene nelle cellule del corpo. I polmoni sono soltanto gli organi che permettono la penetrazione dell’ossigeno nel sangue e la eliminazione dei prodotti di rifiuto: vapore acqueo e anidride carbonica.
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