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Le leggi di Mendel


Mendel studiò la trasmissione dei caratteri ereditari su delle piantine di pisello perché questa pianta si riproduceva velocemente e perché i caratteri del fenotipo si presentavano facilmente distinguibili.
Inizialmente lasciò che le piantine si autoimpollinassero per molte generazioni e chiamò gli ultimi linee pure.
Così, isolò delle piante che per molte generazioni manifestavano sempre lo stesso carattere fenotipico.
Successivamente, Mendel, impollinò una pianta di pisello con un’altra e da questo esperimento uscirono le sue osservazioni più importanti.
Mendel chiamò le piantine della prima generazione filiale ibridi perché nella prima generazione si manifestava solo il carattere dominante, mentre rimaneva nascosto quello recessivo.

Questa è la prima legge di Mendel, o legge della dominanza:
incrociando due linee pure per un certo carattere in due forme diverse, si manifesta nella prima generazione, cioè negli ibridi, solamente il carattere dominante, mentre non compare quello recessivo.

Successivamente Mendel cercò di capire se il carattere recessivo era scomparso e così incrociò gli ibridi della prima generazione per ottenerne una seconda.
In tutti i suoi incroci osservò che i tre quarti delle piante manifestava il carattere dominante mentre solo un quarto portava quello recessivo.

Poiché nella seconda generazione il rapporto carattere dominante e recessivo era sempre di 3:1, Mendel formulò la sua seconda legge o legge della segregazione:
dall’incrocio di due individui ibridi nascono, nella generazione F2, individui che portano il carattere dominante e il carattere recessivo in rapporto 3:1.

Infine, Mendel incrociò linee pure che differivano in più caratteri.
Incrociando gli individui della generazione F1, ottenne anche combinazioni non presenti in origine.
Notò così che gli individui erano con 4 fenotipi diversi, cioè in rapporto 9:3:3:1.

Dall’osservazione di questi risultati ricavò la sua terza legge o legge dell’indipendenza dei caratteri:
incrociando due individui che differiscono per due o più caratteri, ciascuno di questi si trasmette ai discendenti indipendentemente dagli altri seguendo la prima e la seconda legge. Perciò si ottengono tutte le possibili combinazioni tra i caratteri.

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