Funzionamento dei muscoli

Flettendo il braccio e poi distendendolo, si nota che il bicipite dapprima si accorcia bruscamente, cioè si contrae e si ingrossa nella parte mediana (detta ventre); poi al cessare della contrazione riprende la posizione primitiva, pur conservando sempre il medesimo volume. È proprio la contrattilità che permette ai muscoli di essere gli organi attivi del movimento. Essi, infatti, sono fissati allo scheletro mediante tendini e nel loro movimento trascinano quali organi passivi le ossa.
Quando si contraggono, i muscoli generano un movimento, ossia compiono un lavoro. Ma ogni macchina per generare un movimento e compiere un lavoro ha bisogno di una sorgente di energia: carbone, benzina, ecc. Quali sono le sorgenti di energia dei muscoli? Numerosi esperimenti eseguiti dagli studiosi in questo campo dimostrano che i muscoli lavorando consumano molto zucchero e ossigeno.
- Gli zuccheri vengono trasportati e immagazzinati nei muscoli dal sangue che li preleva dal fegato, organo di riserva del nostro organismo. Quando i muscoli si contraggono, gli zuccheri vengono lentamente bruciati, cioè ossidati. Si produce così calore e una sostanza tossica di rifiuto, l’acido lattico.

- L’ossigeno, recato dal sangue ai muscoli, trasforma parte dell’acido lattico in anidride carbonica; questa poi viene eliminata per mezzo dei polmoni. Da queste considerazioni appare evidente la grande importanza che ha la circolazione del sangue per l’attività dei muscoli.
Dopo avere sottoposto il corpo a intenso lavoro ci si sente stanchi, perché l’acido lattico che si forma per effetto delle contrazioni muscolari non viene completamente eliminato, ma rimane nei muscoli.

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