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Enrico Fermi

Fin da bambino mostrò un'intelligenza prodigiosa e fu attratto dalla matematica e dalla fisica. Nei suoi precoci studi a Roma fu seguito da un amico di famiglia, Adolfo Amidei, che lo indirizzò verso la Scuola Normale di Pisa. La sua formazione seguì di pari passo lo sviluppo della teoria della relatività e della meccanica quantistica. Già prima della laurea, conseguita nel 1 922, il giovane Fermi era un'autorità in fisica relativistica e quantistica: uno "studente professore", invitato a tenere conferenze e scrivere articoli e saggi. Il suo più importante lavoro giovanile è quello sulla statistica quantistica, nota come statistica di Fermi-Dirac, che descrive il comportamento dei sistemi costituiti di elettroni o altre particelle a spin semintero.

Tornato a Roma come professore di Fisica Teorica, iniziò un'intensa attività di ricerca presso l'Istituto di Fisica dell'Università. Nel 1933 sviluppò la sua teoria del decadimento β, in un articolo di fondamentale importanza nella storia della fisica, sia per il valore scientifico sia per la forma, un modello di chiarezza e di semplicità.

Nel 1938 gli fu assegnato il premio Nobel per le sue ricerche sui neutroni e la radioattività. Recatosi a Stoccolma per ricevere il premio, preferì non rientrare in Italia, soprattutto a causa delle leggi razziali, essendo la moglie, Laura Capon, di origine ebraica. Da Stoccolma, con tutta la famiglia, si trasferì negli Stati Uniti, prima come professore presso la Columbia University e poi all'lnstitute of Nuclear Studies dell'Università di Chicago, che oggi porta il suo nome. In terra americana proseguì le ricerche con i neutroni allo scopo di ottenere dalle reazioni nucleari dell'uranio uno sviluppo controllato di energia. Il risultato fu raggiunto il 2 dicembre del 1942, con l'attivazione del primo reattore nucleare. La notizia del successo fu comunicata da Arthur H. Compton alle autorità con una storica telefonata in codice: "Il navigatore italiano è approdato nel Nuovo Mondo". Gli fu chiesto: "Come si sono comportati gli indigeni?". "Molto amichevolmente". La riuscita degli esperimenti guidati da Fermi diede un grande impulso alle ricerche del Progetto Manhattan, che portarono alla costruzione della bomba al plutonio fatta esplodere nel test di Alamogordo il 16 luglio del 1945 e delle due, rispettivamente all'uranio e al plutonio, sganciate su Hiroshima il 6 agosto e su Nagasaki il 9 agosto dello stesso anno.

Dopo la guerra Fermi si dedicò a ricerche sulle particelle elementari.

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