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4-5 miliardi di anni fa la Terra era disabitata. Circa 3 miliardi di anni fa comparvero batteri e alghe. 3-4 miliardi di anni fa l’atmosfera era formata da gas dell’entro terra. La sua temperatura era circa 70C. In queste condizioni si sono formate le prime molecole organiche che costituiscono la materia vivente. Stanley Miller, scienziato americano, cercò di rifare le condizioni primordiali. Con scariche elettriche creò fulmini che formarono il brodo primordiale, nel quale si trovarono i coacervati che formando grumi ricordano il citoplasma delle cellule. Le membrane dei coecervati racchiudono piccole sfere isolate dal resto. Alcuni hanno acidi nucleici, capaci di autoduplicarsi che riproducono le stesse sfere, dando così origine ai primi organismi viventi unicellulari procarioti ed eterotrofi. Per primi si svilupparono gli eterotrofi che si nutrivano del bromo primordiale. All’esaurimento delle sostanze organiche. Con la fotosintesi clorofilliana liberarono ossigeno. In zone povere d’ossigeno si svilupparono i decompositori che si nutrivano di organismi morti. Procarioti ed eucarioti unicellulari popolavano le acque marine. Da questi si originarono i pluricellulari. Contemporaneamente nell’atmosfera terrestre si cominciò a formare la fascia dell’azoto. Questo consentì la vita alle alghe e così nacquero pure piante e animali. I fossili sono resto o impronte di organismi vissuti in passato e depositate su rocce, ghiacci o ambra. Per fermare i fossili ci deve essere: l’isolamento dell’aria, questa consente di conservare i resti di organismi inalterati per migliaia di anni. Lo studio dei fossili si chiama Panteologia. I fossili ci hanno permesso di dividere il tempo della vita della Terra in ere geologiche: archeozoica, paleozoica, mesozoica, cenozoica, neozoica. Nell’era archeozoica si sono formati gli oceani primordiali. L’atmosfera priva di ossigeno e si svilupparono i procarioti eterotrofi e autotrofi e gli eucarioti unicellulari e pluricellulari sia autotrofi che eterotrofi. La terra ferma è disabitata per le radiazioni ultraviolette. Nell’era paleozoica si forma un unico super continente, la Pangea. L’atmosfera con le alghe e la fotosintesi clorofilliana si riempi di ossigeno. Si creo lo strato di ozono, così sulla terra ferma si sviluppo la vita. Si ha un aumento di invertebrati, in particolare trilobiti. Poi comparirono i primi vertebrati, gli astracodermi e appaiono piante che rimaste sepolte danno origine ai giacimenti di carbone. In fine si svilupparono gli anfibi che si evolvono in rettili. Nell’era mesozoica ci furono i dinosauri e i primi uccelli. Nell’era cenozoica si svilupparono i mammiferi in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici e sviluppavano i loro figli nel corpo materno. Nell’era neozoica cominciarono a formarsi le scimmie antropomorfiche, da loro si originarono gli ominidi e a sua volta gli Austrolopiteco. Essi erano più piccoli degli uomini di oggi, con le mani potevano afferrare oggetti per difendersi. Circa 2 milioni di anni fa da lui si originò l’Homo habilis, il quale era in grado di fabbricarsi oggetti di legno, osso e pietra. Poi comparve l’Homo sapiens, era un nomade e viveva di caccia e abitava nelle caverne. Dal freddo si difendeva con le pelli degli animali e cucinava i cibi sul fuoco. Si diffuse in Europa, Asia e Africa. Praticava riti religiosi e prima della sua estinzione comparve l’Homo sapiens sapiens, una specie di uomo a cui apparteniamo. Tutta via in questi 40 mila anni ha subito un’evoluzione che interessano l’insieme delle conoscenze che vengono trasmesse nelle varie generazioni con il linguaggio a questo si da il nome di cultura.

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