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Ere geologiche: Era paleozoica o primaria


Da 570 a 225 milioni di anni fa.
In questa era comparvero tantissime varietà di forme di vita pluricellulari che diedero poi origine a tutti gli esseri viventi attuali. Essa è detta anche era dei tilobito e dei pesci ed è suddivisa in cinque periodi.
Quando l’ossigeno prodotto dalle prime alghe raggiunse nell’atmosfera i livelli attuali si formò nella stratosfera la fascia di ozono che assorbiva molte delle radiazioni ultraviolette che non permettevano lo svilupparsi della vita sulla terra.
Dal punto di vista climatico ci furono numerose glaciazioni.
Per quanto riguarda le forme di vita di questa era quasi tutti i principali tipi di invertebrati ebbero origine in questo periodo. Comparvero gli artropodi, in grado di proteggere con l’esoscheletro il loro corpo molle, e gli artropodi marini più famosi e diffusi erano i Trilobiti, oggi estinti ma di cui abbiamo parecchi resti fossili. Assieme ai Trilobiti comparvero anche i pesci corazzati, anch’essi estinti, simili a pesci, ma protetti da un duro rivestimento e terribili predatori con denti aguzzi. Comparvero poi i primi pesci veri e propri, prima cartilaginei e poi ossei. Erano dunque comparsi anche i primi vertebrati.
A questo punto accadde però che la competizione per il cibo e l’ossigeno era diventata altissima, le acque erano troppo affollare, e alcuni organismi iniziarono ad adattarsi per vivere anche sulla terraferma; questo ormai era possibile perché la terra non era più bombardata dai raggi ultravioletti grazie alla fascia di ozono. I primi ad adattarsi alla terraferma furono le piante, alcune alghe in grado di sopravvivere sulla spiaggia, e in seguito anche muschi felci e conifere. Dopo le piante arrivarono sulla terraferma anche i primi animali, dapprima invertebrati, che furono molluschi, vermi e insetti giganti! C’erano millepiedi lunghi più di due metri e libellule che avevano apertura alare di un metro. Tra i vertebrati i primi a colonizzare la terraferma furono pesci particolare in grado di accumulare aria in sacche interne e che riuscivano a utilizzare l’ossigeno anche dell’atmosfera. Pian piano le sacche si sono trasformate in polmoni e le pinne divennero quattro zampette per camminare sulla terra. Questi primi esseri terrestri erano anfibi, vivevano sia in acqua che fuori, ed avevano bisogno di stare in acqua soprattutto per riprodursi e deporre le uova e trascorrevano in acqua la prima parte della loro vita. Dagli anfibi si svilupparono poi i rettili, i primi vertebrati completamente sganciati dall’acqua anche per la riproduzione. Le loro uova infatti avevano un guscio calcareo e ricco di sostanze nutritive che proteggeva bene dal calore e dalle minacce esterne. Nell’ultimo periodo dell’era paleozoica i rettili dominarono la terra.
Alla fine di quest’epoca accadde però un evento che cambiò la situazione. Lentamente i quattro continenti allora esistenti ( Laurenzia, Iberia, Baltica e Gondwana) si avvicinarono sempre di più tra loro fino a formare un solo continente unito chiamato pangea, circondato da un unico mare detto Pantalassa. I mari interni scomparvero e molte specie che prima si trovavano lontane si trovarono a vivere vicine entrando in competizione tra loro. Furono questi eventi insieme a una grande glaciazione a portare all’estinzione del 95% delle specie allora viventi. Fu la più grande estinzione della storia della Terra.
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