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Il ciclo dell'acqua e il clima

Per effetto del calore solare, l'acqua dalla superficie del mare, dei laghi, dei fiumi e del suolo evapora, cioè passa dallo stato liquido a quello aeriforme. Inoltre grande quantità di vapore acqueo viene inviato nell'atmosfera dalle piante le quali, specialmente attraverso le foglie, traspirano, ossia emettono acqua sotto forma di vapore. Se pensi che un albero con vasta chioma ricca di foglie traspira oltre 50 litri d'acqua al giorno, puoi farti un'idea sulla quantità di vapore acqueo che un bosco o una vasta foresta riversa¬no nell'atmosfera.
Si può dire insomma che l'acqua compie un ciclo perenne che risulta dalla successione del¬le seguenti fasi:
• evaporazione, per cui l'acqua si trasforma in vapore;
• condensazione, per cui si riforma acqua dal vapore;
Il vapore acqueo, essendo leggero, si innalza nell'atmosfera e viene sospinto dai venti. Non lo si vede, ma, quando incontra correnti d'aria fredda, condensa e forma le nubi. Da queste hanno origine le precipitazioni di acqua sotto forma di pioggia o di neve. Una parte dell'acqua derivata dalla pioggia o dalla fusione della neve e dei ghiacciai si raccoglie nei rigagnoli, ruscelli, torrenti, fiumi e ritorna al mare. La parte invece che penetra nel suolo ed è assorbita dalle radici delle piante, viene poi restituita all'atmosfera mediante la traspirazione delle foglie. È questo il ciclo che senza interruzione compie l'acqua in natura.

• precipitazione, per cui l'acqua condensata cade al suolo;
• assorbimento, per cui l'acqua imbeve il terreno e alimenta la materia vivente;
• raccolta, per cui l'acqua si raduna nei mari, nei laghi, ecc.

Le notizie finora apprese sull'aria e sull'acqua consentono di intravedere i rapporti che sussistono tra i fenomeni meteorologici e gli es¬seri viventi. Ebbene, l'insieme di tutti questi fenomeni (temperatura, pressione, venti, umidità, nubi, precipitazioni, oltreché la latitudine, l'altitudine, la vicinanza o meno dei mari o dei monti) che caratterizzano una determinata regione rendendola più o meno adatta alla vita dei vegetali e degli animali, si chiama clima. Così, per esempio, il clima caldo e umido è adatto alla coltura del riso e alla vita dell'elefante; mentre il clima freddo e umido è adatto alla coltura dell'abete e alla vita dell'ermellino e degli altri animali da pelliccia.

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