Chiocciola, gli arti e la sua vita nell’ambiente


La chiocciola è priva di arti. Come organo di locomozione, essa ha un’espansione della parte inferiore del corpo, denominata piede. Si tratta di un’ampia suola che appoggia sull’erba o sul terreno e può determinare l’avanzamento di tutto il corpo dell’animale.
Ponendo una chiocciola su di un vetro e osservandola quando striscia, si notano le caratteristiche striature trasversali della superficie inferiore del piede: sono ondulazioni dovute al rigonfiamento dei muscoli che si contraggono. E poiché il piede è piatto, liscio e cosparso di una sostanza viscida (= muco), l’animaletto contraendo i muscoli riesce facilmente a scivolare, a spostarsi e ad avanzare. Quando striscia, la chiocciola lascia dietro a sé un sottile strato di muco, che poi, disseccando, assume lucentezza quasi argentea.
Tentando di distaccare la chiocciola da un vetro, si sente che il suo piede offre una considerevole resistenza e si comporta come una ventosa. Ciò spiega il motivo per cui questa bestiola riesce ad aderire con il piede alle superaci lisce, disposte anche verticalmente.


La chiocciola è un animale oviparo. Ogni individuo, però, ha i caratteri del sesso maschile e quelli del sesso femminile ed è quindi in grado di deporre uova. Questa particolarità (assai frequente nelle piante con fiori, e piuttosto rara nel regno animale) prende il nome di ermafroditismo.
In estate la chiocciola scava qualche buca nel terriccio soffice delle siepi e vi depone, a mucchietti, delle uova sferiche, di colore biancastro, di aspetto gelatinoso, che misurano 4-5 millimetri di diametro e che sono provviste di un piccolo guscio calcareo. Complessivamente una chiocciola può deporre un centinaio di uova. Si tratta di uova ricche di sostanze nutritive che consentono lo sviluppo completo del nuovo organismo.
Una ventina di giorni dopo la deposizione, schiudono le chioccioline che hanno la forma simile a quella dei genitori e sono già capaci di nutrirsi da sole. Il loro corpo è già fornito di una minuscola conchiglia. Questa poi, ad opera delie secrezioni del mantello, crescerà gradualmente; la maggior parte dei molluschi sono ovipari. Alcuni però sono ovovivipari, cioè custodiscono le uova nel grembo materno sino al momento della schiusura. 
Durante l’estate, nel periodo più secco e caldo, la chiocciola sta ritirata all'ombra, appiccicata a un muro o al tronco di un albero e resta immobile finché dura la siccità. Non appena cade, però, una pioggia insistente, si rimette in attività ed esce a pascolare.
Nel tardo autunno, la chiocciola si rifugia sotto le siepi, cespugli, cataste di legna e si affonda di qualche centimetro nel terriccio ricoperto di foglie secche. Qui si ritira nel suo guscio, secerne un tappo di muco impregnato di sostanza calcarea che, solidificando, chiude la conchiglia. Tale coperchio, di colore bianco, è poroso per consentire all’animale un minimo di respirazione.

La chiocciola, diventa così immobile, trascorre l’inverno in stato di letargo. Tutte le sue funzioni vitali vengono ridotte al minimo indispensabile per non morire: il cuore riduce a 2-3 le abituali 34-35 pulsazioni al minuto; la respirazione e la circolazione del sangue si fanno impercettibili. In questa maniera l’animale si difende dalle difficili condizioni ambientali: freddo, mancanza di cibo, siccità. La chiocciola in letargo può resistere a temperature assai basse per vari mesi, e se occorre, anche per alcuni anni.
La vita della chiocciola dura normalmente 5-6 anni.

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