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La capra domestica

Anche la capra fu allevata dall'uomo fin dalla preistoria.Il corpo, ricoperto di lungo peli, può superare il peso di 50-60 chilogrammi. Il maschio ha maggior mole della femmina e porta corna più lunghe. Complessivamente la capra è un animale snello e agile: salta e si arrampica sulle rocce, sui tetti delle baite e cammina a suo agio nei luoghi più impervi.
Questo ruminante viene allevato quasi esclusivamente nelle zone di montagna. Vive in gruppi, manifestando istinto gregario. Si accontenta del foraggio anche scadente che cresce nei boschi o nei magri pascoli alpestri. Quando non trova altro, bruca germogli e cortecce d'albero: in tal caso la capra si rende dannosa. E' avidissima di sale da cucina. Per la rusticità e per le regioni povere in cui vive, la capra è stata denominata <mucca del povero>.
La femmina partorisce in primavera 1-2-3 capretti. I piccoli nascono con gli occhi aperti e con il corpo ricoperto di peli. Poche ore dopo la nascita, già si reggono in piedi e seguono la madre. Vengono allattati per circa due mesi. La capra può vivere 10-12 anni.

E' una buona produttrice di latte: annualmente può dare 600-800 litri. Dal latte caprino si ottengono burro e formaggi gustosi. I capretti inoltre fuoriscono all'uomo ottima carne e morbido cuoio.
Tra le più utili razze caprine allevate si ricordano: la razza alpina, la razza di Saanen, la razza maltese, la razza pugliese, la razza d'Angora, le razze nane del Tibet e del Kashmir.
Il patrimonio caprino italiano è di circa 1.380.00 capi.

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