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I calendari

I calendari fin dall’antichità si usavano gli astri per scandire il tempo e l’alternanza del dì e della notte diede la definizione di giorno. CI si rese conto subito che il mese lunare di 29 giorni e mezzo comportava ad un cambiamento anno per anno della data degli equinozi che avveniva anno dopo anno con un ritardo di 11 giorni. Ciò comportava ad uno sfasamento delle stagioni per cui i romani aggiunsero ogni 2 anni un mese supplementare di 22 giorni.
Ma lo sfasamento rimaneva lo stesso enorme per cui nel 42a.C. Giulio Cesare ordinò che venissero aggiunto all’anno che correva ulteriori 80 giorni per ridurre lo sfasamento e che venisse impiegato l’anno di 365giorni e ¼ per cui ogni 4 anni si aveva u anno bisestile di 366giorni. Con questo metodo però dato che l’anno solare dura poco meno( circa 11 minuti e 14 secondi) di 365gg e ¼ si arrivò che nel 1582 l’accumulo di questi minuti portò ad uno sfasamento di 10 giorni. Il papa gregorio XII allora riallineò anno solare e calendario abolendo 10 giorni e passango dal 4 ottobre al 15 ottobre e inserendo il cosiddetto calendario gregoriano, che ancora oggi utilizziamo, e che prevede che gli anni bisestili non cadano nei secoli terminanti per doppio zero e per i secoli multipli di 400. Così l’errore si è ridotto a un giorno ogni 3mila anni.

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