Ape, apparati e funzioni

L’apparato digerente dell’ape ha inizio con la cavità boccale e termina all’estremità posteriore dell’addome. Merita di essere osservato l’apparato boccale, la cui struttura è singolare. Infatti il labbro inferiore, la lingua e i palpi possono essere accartocciati in modo da formare una sorta di tubo cilindrico aspirante, cioè di proboscide, allorquando l'insetto vuole succhiare il nettare dai fiori o i liquidi zuccherini, come ad esempio il succo dell’uva e degli altri frutti maturi. L’apparato boccale dell’ape è quindi lambente succhiante.
L’ape non può incidere la buccia dei frutti e danneggiarla; ma può soltanto succhiare la polpa zuccherina di quelli già lacerati dalle vespe o dagli uccelli e destinati a marcire. È pertanto un errore credere (come fanno alcuni agricoltori) che le api divorino la frutta matura: uva, pere, fichi, ecc.
Il nettare è un liquido dolce che molti fiori secernono dentro i loro calici. Al momento del raccolto il nettare è molto acquoso, ma nella borsetta melearia dell’ape subisce un’elaborazione e una prima concentrazione, trasformandosi in miele. Deposto nelle celle dei favi ancora molto liquido, raggiungerà la densità dovuta mediante l’evaporazione per effetto del calore interno dell’alveare.

L’addome dell’ape è unito al torace per mezzo di un piccolo segmento e consta di 7 anelli. Tra un anello e l’altro, in caso di necessità, l’ape operaia emette delle laminette di cera, sostanza prodotta da particolari ghiandole interne e necessaria per la costruzione del favo.
Nell’estremità dell’addome, collegato con l’intestino, vi è il pungiglione che per l’ape rappresenta un’arma di difesa contro gli eventuali aggressori che minacciano la sua casa e i suoi averi. Il pungiglione è internamente cavo, come l’ago per iniezioni, e comunica con le ghiandole del veleno.
Esaminando al microscopio il pungiglione di un’ape, si nota che verso l’estremità esso presenta numerosi dentini rivolti all’indietro come quelli di un amo da pesca. Se l’insetto per avventura ti punge, il suo pungiglione penetra nella tua pelle elastica e, non potendo essere estratto dall’ape, viene abbandonato insieme con le ghiandole del veleno e parte dell’intestino. Con questa grave lacerazione l’insetto è destinato a morire.
L’ape regina ha un pungiglione diverso da quello delle api operaie e non lo usa mai contro l’uomo né contro altri nemici, ma solamente contro eventuali altre regine sue rivali.
La puntura dell’ape è molto dolorosa, ma generalmente non è pericolosa. (Il dolore si può alleviare praticando bagnature di ammoniaca). Tuttavia, se ti dovessero pungere numerose api contemporaneamente, potresti riportare conseguenze persino mortali.
Ricorda che l'ape per sua natura non è offensiva; punge soltanto per difendersi. Quando perciò questo insetto ti ronza accanto, anziché irritarlo tentando di scacciarlo con le mani, devi rimanere immobile (come fa l’apicoltore esperto) e non verrai punto.
Come tutti gli insetti, l’ape ha respirazione tracheale, circolazione vaso-lacunare e temperatura variabile.

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