E se fossi gay? 7 domande per fare chiarezza

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di domande per capire se sono gay
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Se mi piace un mio amico del mio stesso sesso, vuol dire che sono gay? E poi, essere omosessuale è una malattia? In questi giorni non si sente parlare spesso di unioni civili e adozioni gay, ma cosa vuol dire davvero essere omosessuale? Ad aiutarti a fare chiarezza ci pensa l'equipe educazione sessuale dell'Istituto di sessuologia clinica su Skuola.net. Ecco 7 domande sull'omosessualità che sicuramente ti sei fatto anche tu.

#7 L’omosessualità è una malattia dalla quale si può guarire?
L’omosessualità non è una malattia, ma una delle possibili e normali espressioni della sessualità. Così come si può essere attratti da persone del sesso opposto, allo stesso modo si possono provare sentimenti e attrazione verso le persone del proprio sesso. I modelli culturali ci dicono più o meno esplicitamente che essere eterosessuali corrisponde ad avere una sessualità più sana, facendoci così pensare che essere gay voglia dire essere malati. Alcune persone cercano così di “guarire” dall’omosessualità, intraprendendo terapie che non hanno fondamento scientifico, non sono efficaci (proprio perché l’omosessualità NON è una malattia!) e talvolta aumentano i sentimenti negativi che la persona prova nei confronti della propria omosessualità.

#6 Come capisco se sono omosessuale?
Allo stesso modo di come “si capisce” di essere eterosessuali: quando ci si sente innamorati o si prova una forte attrazione fisica per una persona che però è del proprio sesso. Pur essendo eterosessuale, può capitare di provare fantasie erotiche per persone dello stesso sesso e questa è un’esperienza piuttosto comune, specie per le ragazze e durante il periodo dell’adolescenza. Molto spesso queste fantasie ci fanno sentire confusi e disorientati, ma avere delle fantasie non vuol dire essere gay, è importante capire quanto è forte l’attrazione o il sentimento che si prova.

#5 Se sono gay o lesbica, a chi lo devo dire?
Semplicemente a chi senti il bisogno di dirlo. Ci sono diversi contesti in cui ci possiamo sentire più o meno a nostro agio nel rivelare il nostro orientamento sessuale. Spesso è più facile dirlo ad un amico fidato piuttosto che ai genitori, a causa del timore della reazione dell’altro e di non essere accettati. Prenditi il tuo tempo, sentiti libero di dirlo alle persone a te vicine quando senti che è davvero arrivato il momento. Fare coming out non è semplice, soprattutto all’inizio, e pertanto non deve essere un obbligo, ma una scelta libera e consapevole.

#4 Se un maschio è molto effeminato o una femmina molto mascolina, vuol dire che è omosessuale?
Si tende spesso a confondere l’identità di genere (cioè il sentirsi appartenenti a un genere piuttosto che a un altro, indipendentemente dal sesso biologico di nascita) con l’orientamento sessuale e a pensare che una persona che non rispecchia i canoni rigidi di mascolinità e femminilità imposti dalla società sia omosessuale. Falso! Si possono avere atteggiamenti più vicini a quelli tipici di un altro sesso o di un altro genere eppure essere eterosessuali, così come molte persone lesbiche e gay sono molto femminili e maschili.

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#3 È giusto che gli omosessuali vogliano avere dei figli?
In questo periodo si discute molto a livello mediatico e politico di famiglie omogenitoriali e della capacità delle persone gay e lesbiche di crescere dei figli. Le opinioni sono le più disparate, ma gli studi scientifici ci dicono che l’essere dei buoni genitori non è connesso all’orientamento sessuale e che i genitori omosessuali hanno la stessa probabilità di quelli eterosessuali di fornire ai loro figli un ambiente di crescita sano e un normale sviluppo fisico e psicologico. Nessuno studio scientifico ha riscontrato che l’orientamento sessuale dei genitori sia dannoso o pericoloso per la crescita dei figli.

#2 E se un mio amico gay si innamora di me?
Allo stesso modo di come ti comporteresti se una persona del sesso opposto si innamorasse di te: se non ricambi il suo interesse, è importante essere chiari e spiegare che questi sentimenti non sono corrisposti, cercando di rispettare e non ferire la persona che si ha di fronte.

#1 Avere un rapporto sessuale con una persona dello stesso sesso vuol dire essere gay?
Soprattutto in età adolescenziale, si può avere voglia di sperimentarsi, mettere in pratica delle fantasie, provare ad avere diversi tipi di esperienze sessuali. Questo però non vuol dire per forza essere omosessuale: avere un orientamento omosessuale vuol dire essere attratti sessualmente e affettivamente da persone del nostro stesso sesso in modo stabile nel tempo, perciò un rapporto omosessuale spesso non è sufficiente per potersi definire gay o lesbica.

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