Sesso: 7 difficoltà che hai incontrato anche tu

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto di sesso le difficoltà più diffuse tra gli adolescenti

Candele, luci soffuse, una bella canzone di sottofondo e tanto amore. Ma anche no. Perchè non sempre il sesso è come ve lo siete immaginato. Può capitare che il pessimo rapporto che abbiamo con il nostro corpo influisca sulla performance sessuale e che pure questa abbia il suo peso. Aspettative, sogni e sì, anche i falsi miti sul sesso, possono rivelarsi un mix letale. Le difficoltà sessuali sono dietro l'angolo. Don't worry, è tutto normale, soprattutto se queste sono le vostre "prime volte". L'equipe educazione sessuale dell'Istituto di sessuologia clinica di Roma ne ha individuate ben 7 per Skuola.net, le più diffuse tra gli adolescenti. Ci siete passati anche voi?

7. Dolore durante il rapporto

Spesso le ragazze si domandano quanto sarà doloroso il primo rapporto sessuale. In realtà, non solo il primo, ma anche quelli che lo seguono possono risultare spiacevoli o addirittura dolorosi. Meno si conosce, invece, sul dolore che possono provare i ragazzi. Niente panico: spesso è facile risolvere il problema, talvolta è sufficiente rilassarsi maggiormente e facilitare la penetrazione con l'utilizzo di un lubrificante. L'importante è che sia maschi che femmine, se il dolore persiste, si rivolgano prima di tutto a un andrologo e a un ginecologo. Una volta accertato che non ci siano cause fisiologiche, diamoci il tempo per scoprire il piacere: maggiori preliminari aiutano a rilassarsi, ad entrare in intimità con il/la partner e aumentano la lubrificazione vaginale, così da permettere una penetrazione più semplice. Se ancora il dolore non lascia spazio al piacere, parlare con un esperto può aiutare a superare la difficoltà.

6. Difficoltà con l’erezione

Se proprio sul più bello non riesco ad avere e/o mantenere un'erezione, come mi comporto? Questa è una situazione molto comune, soprattutto le prime volte. Di solito non dipende da qualche problema fisico, ma può voler dire che corpo ed emozioni non sono in sintonia. Più pensiamo al problema e meno riusciremo a "goderci il momento". Meglio fermarsi un po' e concedersi uno spazio rilassante. Parlare accoccolati tirando fuori le proprie emozioni potrebbe aiutarci molto. Forse non siamo gli unici ad essere agitati e intimoriti in un momento così intimo. Se non riusciamo a sentirci meglio, magari parlarne con un esperto potrebbe essere il passo successivo.

5. Difficoltà con la durata del rapporto

Quante volte abbiamo riso davanti alla scena di American Pie? Magari non sappiamo che è una situazione molto frequente tra i ragazzi e può farci soffrire. Complice la poca esperienza, la grande curiosità e l’ancor più grande eccitazione, il corpo può sfuggire al controllo e fare “da solo”… Più cerchiamo di trattenerci e più tutto sembra sfuggirci dalle mani. Il consiglio rimane quello di viversi il momento concentrandosi sulle emozioni e sul piacere piuttosto che sul “tenere il controllo”. In fondo la sessualità non serve a lasciarsi andare e divertirsi un po’? Se poi la situazione diventa insostenibile, chiedere aiuto è sintomo di forza e maturità.

4. Difficoltà dell’orgasmo

Si chiama “anorgasmia” la difficoltà o l’impossibilità di raggiungere l’orgasmo sia durante il rapporto sessuale che con la masturbazione. Può essere presente in varie forme, come nel non aver mai raggiunto l’orgasmo nelle esperienze sessuali avute, averlo raggiunto a volte o solo in alcune situazioni (ad esempio con la masturbazione si, ma non con il partner, oppure con un fidanzato/a si, ma non con un altro/a). Quando si iniziano ad avere le prime esperienze sessuali, è abbastanza “normale”, soprattutto per le ragazze, non provare da subito l’orgasmo, oppure non saperlo ben riconoscere. I motivi sono soprattutto due: l’inesperienza e la scarsa conoscenza del proprio corpo. Manca ancora la capacità di capire cosa piace o non piace. Inoltre, il timore della penetrazione può causare difficoltà nel realizzarla e l’ansia legata al rapporto può rendere difficile la possibilità di lasciarsi andare. È dunque importante capire che non esiste un pulsante che fa scattare l’orgasmo, bisogna conoscere il corpo ed acquisire la capacità di auto-percepire il piacere. Se questo non dovesse accadere e se la difficoltà di raggiungere l’orgasmo dovesse permanere a lungo, parlare con un esperto potrebbe essere utile!

3. Le dimensioni del pene

Quasi tutti i ragazzi, prima o poi, hanno dubbi e preoccupazioni circa le misure del loro pene... Alla base di questa preoccupazione c’è il timore di sentirsi inadeguati, secondo lo stereotipo per cui la virilità è direttamente proporzionale alla grandezza del pene. In genere, l’esperienza mostra che tale angoscia è del tutto immotivata. La possibilità di avere un rapporto sessuale soddisfacente non ha nulla a che fare con le dimensioni degli organi genitali. L’anatomia femminile è strutturata in modo tale che le dimensioni del pene non siano fondamentali per la soddisfazione sessuale e il raggiungimento dell’orgasmo: le parti genitali femminili più sensibili alla stimolazione nel corso del rapporto, infatti, sono le parti esterne, cioè le piccole e le grandi labbra, il clitoride ed il terzo esterno della vagina. Ciò significa che qualunque pene è in grado di raggiungerle e stimolarle adeguatamente. Fondamentale, e non solo per verificare la normalità degli organi genitali ma anche in un’ottica di prevenzione, rimane una visita dall’andrologo, specialista in grado di fornire tante risposte!

2. Il peso della performance

Capita in diverse esperienze che facciamo per la prima volta nella vita (come provare un nuovo sport) di provare la sensazione di “essere sotto esame”. Lo stesso avviene anche per le prime esperienze sessuali (e non solo con la primain assoluto!). Questo perché l’idea che abbiamo del sesso è spesso legata a cercare di soddisfare quello che l’altro/a si aspetta da noi (o quello che noi pensiamo si aspetti!) oppure pensiamo che dalla nostra “performance” dipenda il fatto di essere lasciati/e, traditi/e o valutati/e. Vivere le esperienze con l’idea che tutto dovrà andare come ce lo immaginiamo ci fa perdere l’opportunità di “essere concentrati” non su quello che stiamo vivendo, sul piacere di farlo. In questo modo il corpo può smettere di “sentire” e le emozioni possono essere assenti o contrastanti. Quindi: non aspettiamoci di “saper fare” tutto quello che ci viene in mente o che vorremmo fare, lasciamoci guidare dalla curiosità e da quello che ci suggeriscono le emozioni dell’altro, ricordando anche che è il tempo a costruire la nostra esperienza e “capacità”!

1. Il “peso” della perfezione corporea

Durante l’adolescenza abbiamo modo di vedere come il corpo abbia assunto forme diverse rispetto a prima dello sviluppo. La crescita della peluria, il cambiamento delle proporzioni del corpo (come la crescita del seno, l’allargamento dei fianchi nelle ragazze) possono creare un vissuto di disagio e di difficoltà di accettazione davanti allo specchio e/o nel rapporto con gli altri. Queste caratteristiche, infatti, portano a essere più “notate” per il proprio aspetto, a ricevere complimenti e attenzioni diverse da prima. Quindi come prima cosa proviamo a pensare che queste “difficoltà” ad accettare i cambiamenti sono vissute (chi con maggiore preoccupazione, chi con meno) da tutti! Venendo alla sessualità, può accedere di vivere i cambiamenti del corpo (le forme più accentuate, ad esempio) come un difetto nel momento in cui ci spogliamo con un/a ragazzo/a. Anche qui vale l’idea che prendere “confidenza” con il proprio corpo, con le sue nuove forme avvenga nel tempo e che, soprattutto, accada anche alle persone che conosciamo e che frequentiamo. Quindi: non inseguiamo il mito di “dover essere” (più magre, più formose, più sensuali, più femminili), ma pensiamo a ritenere bello e speciale quello che già siamo!

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19 ottobre 2017 ore 16:30

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