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Teoria di Marr

La teoria di Marr è stata sviluppata negli anni '80, e comincia a ipotizzare che la percezione derivi da una serie di stadi; ossia che il riconoscimento di oggetti implica degli stadi di elaborazione.
Il processo preso in considerazione è top-down ossia che la funzione cognitiva elabora informazioni da livelli più semplici a livelli più complessi. Dopo questi stadi Marr elaborò una rappresentazione in base ad un esperimento che è stato svolto con un punto luminoso. Veniva mostrato un punto luminoso a dei volontari e si chiedeva di descrivere il sistema. Il cambiamento applicato era una variazione di intensità luminosa.
Marr ha individuato 4 stati:
1) comincia ad analizzare quelli che sono chiamati elementi primari di un'immagine, confini e margini
2) crea abbozzo primario fatto di contorni. L'abbozzo è a due dimensioni e mezzo, non è bidimensionale ma ha qualcosa di più.
3)la rappresentazione è data dall'analisi della profondità, distanza, orientamento.
4) Solo con il quarto stadio si crea rappresentazione dello stimolo esterno che non è più centrata sull'osservatore, ma si arriva ad rappresentazione centrata sull'oggetto, non dipende dal mio punto di vista. Questa rappresentazione tridimensionale è ciò che si presume venga confrontato con i contenuti della nostra mente.
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