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Lo sviluppo linguistico: dal linguaggio non intenzionale alla lallazione e al linguaggio intenzionale


Lo sviluppo linguistico, come ogni aspetto dello sviluppo, varia da bambino a bambino.
Inizialmente, il linguaggio del bambino è molto emotivo, spontaneo, mimico e gestuale. Tuttavia, poco a poco il linguaggio diventa intenzionale, ovvero il bambino inizia ad utilizzare il linguaggio per cercare di richiamare l'attenzione della madre, oppure per trasmettere un determinato messaggio agli adulti (si tratta, perciò di una vera e propria comunicazione). Perciò, da una forma di linguaggio emotivo e spontaneo, progressivamente il bambino matura e passa al cosiddetto “linguaggio ludico”.
Il termine “linguaggio ludico” indica quella fase durante la quale il bambino si diverte ad emettere suoni, il bambino sperimenta attraverso la parola, ripetendo delle sequenze di suoni, cercando di imitare i suoni ascoltati, per i quali nutre un’innata curiosità.
Verso la fine del primo anno di vita del bambino, il linguaggio ludico assumerà un'altra forma, ovvero: i fonemi diventano delle cantilene sonore, costituite da ripetizioni di sillabe (il bambino ad esempio ripete “lalala”, “ba-da”, “da-du”).
Questo aspetto costituisce la cosiddetta “lallazione”.
La lallazione è definita come il preludio della fase imitativa del linguaggio denominata ecolalia.
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