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Definizione di empatia


Alla nascita l’empatia si manifesta involontariamente tramite dei riflessi, ad esempio il pianto reattivo del neonato che si verifica quando il piccolo sente un altro bambino piangere. Lo stadio 1 è quello dell’empatia egocentrica, caratterizzato dall’assenza di differenziazione fra il sé e l’altro, il bambino può esprimere il proprio disagio di fronte alla visione di un individuo che vive una situazione avversa, ma tenterà di consolare se stesso dal distress al quale è sottoposto. Lo stadio 2 è quello dell’empatia quasi egocentrica: il bambino manifesta il tentativo di aiutare l’altro ma non lo fa adeguatamente poiché non ha cognitivamente acquisito la consapevolezza che i bisogni degli altri possono essere differenti dai propri. Lo stadio successivo è quello dell’empatia veridica, presente già dai 3 anni, in cui il bambino è capace di consolare l’altro, dimostrando dunque una capacità di differenziazione tra il sé e l’altro. L’ultimo stadio è quello dell’empatia come condizione esistenziale, si afferma durante la preadolescenza e l’adolescenza ed implica un doppio decentramento cognitivo: la differenziazione tra il sé e l’altro e tra la situazione di disagio e quella contingente (ad esempio provare compassione di fronte un mendicante anche se sta sorridendo in quanto l’emozione è rivolta alla sua condizione di vita).
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