Video appunto: Rogers, Carl - Approccio umanistico

L'approccio umanistico



Carl Rogers ha elaborato il cosiddetto "approccio umanistico".
Rogers affermava che: “Non vi è una teoria preconcetta alla quale doversi adattare, alla quale dover cercare di corrispondere. Non vi è una verità oggettiva a cui dover fare riferimento, l’unica verità è il vissuto della persona in difficoltà.
Secondo questo pensiero, ogni individuo è l’unico a possedere la chiave di se stesso, ossia la propria consapevolezza di sé e quindi le risposte alle proprie domande e le soluzione dei propri problemi”.
Inoltre, Rogers osservava l'esistenza di un paradosso, in base al quale quando ci accettiamo così come siamo, allora possiamo iniziare a cambiare.

Rogers affermava che non si potrà mai arrivare alla conoscenza della persona, bensì lo si può accompagnare verso una maggior chiarezza: la persona possiede le informazioni e le proprie risposte, ma le ha perse di vista per una serie di ragioni. Per questo motivo, la persona si sente compresa, quindi si sente pronta a continuare.
Per Rogers lo spazio del colloquio è del cliente e il cliente può farne ciò che vuole. Ci sono però delle modalità non direttive per far riprendere alla persona il filo del discorso.
L’intervento da parte del counselor è quello di esserci e, nei momenti di pausa, intervenire per rimarcare il fatto che si è presenti.
Rogers registrava integralmente le sue sedute, non per valutare i passi avanti fatti dal cliente, bensì per valutare i propri interventi.
Rogers andava oltre l’approccio comportamentale e l’approccio psicoanalitico