Ominide 29 punti

Approccio umanistico


L'approccio umanistico in Psicologia Umanistica con Maslow, Rogers, T.Gordon, negli anni ’70 costoro ribaltano le posizioni della Psicoanalisi tradizionale, tutta concentrata sulla malattia e su riferimenti e parametri predefiniti di normalità. Essi, al contrario,  ritengono la cosiddetta  “normalità” un concetto dai contorni non così precisi e predeterminati e concepiscono la “cura” come  attenzione e potenziamento delle componenti sane della persona, dei suoi aspetti efficaci, delle sue capacità naturali  di auto-regolarsi, auto-organizzarsi ed espandersi
Questi autori per primi sottolinearono la necessità di considerare l’essere umano come organismo bio-psico-sociale, promuovendone cos’è una visione olistica, ossia di pari dignità e valore delle componenti biologiche, psicologiche e sociali dell’esperienza umana.
Maslow considera il benessere dalla soddisfazione dei bisogni dell’individuo, da quelli biologici alla autorealizzazione.
Mentre L’approccio Rogersiano mette in evidenzia una visione olista e ottimista della natura umana che si basa sul rispetto della persona e sulla fiducia nelle sue potenzialità. Un particolare metodo di comunicazione che Rogers diede vita è il colloqui non direttivo, evita di esprimere valutazioni, non fa sentire l’utente a disagio, e proprio per questo che Rogers sostituì il termine paziente con quello di cliente proprio per dare maggior forza all’idea della posizione di libertà e responsabilità della persona di fronte ad un interlocutore (dottore,operatore ecc) in quanto non più in posizione di superiorità, ma visto invece come un counsellor .
T.Gordon pone attenzione alla comunicazione efficace in particolare l’ascolto attivo e l’assertività.
Hai bisogno di aiuto in Psicologia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email