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Piaget - la metodologia del colloquio clinico


Piaget rivolse i suoi studi al pensiero, alle capacità logiche e al linguaggio, ma soprattutto all’intelligenza e alla capacità di problem solving nei bambini.
Dal punto di vista metodologico, si rivelarono inadeguate varie metodologie quali:
- Introspezione perché presupponeva soggetti addestrati
- Metodo sperimentale comportamentista perché non era sufficiente per capire i processi sottostanti alla soluzione di un problema, e quindi il ragionamento che veniva effettuato dai bambini per giungere alla soluzione
- Metodo fenomenologico perché i bambini non avevano né il lessico né le competenze per descrivere l’esperienza diretta come avrebbe potuto fare un adulto.

Perciò Piaget inventò un nuovo metodo, quello del colloquio clinico, che si costituiva come un insieme fra osservazione e colloquio.
Tale metodologia consisteva nel ricostruire le credenze o nel sottoporre domande mirate mentre un bambino risolve un compito.

Lo sperimentatore doveva porre domande adeguate al bambino sulla base delle risposte che gli forniva volta per volta.
La grande difficoltà di questo metodo (per la quale fu successivamente ampiamente criticato) consisteva nel fatto che lo sperimentatore spesso poneva delle domande suggestive, che costituivano un errore metodologico poichè non permettevano di esaminare effettivamente i processi cognitivi del bambino.

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