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La psicologia della Gestalt

La psicologia della Gestalt (ovvero della forma) si afferma quando lo psicologo ceco Max Wertheimer, pubblicò nel 1912 un’accurata descrizione del fenomeno del "movimento apparente", ovvero del movimento stroboscopico.
Il principio di base della Psicologia della Gestalt era “il tutto è diverso dalla somma delle parti”, ovvero, l’esperienza percettiva cosciente non poteva essere considerata una semplice somma delle parti che la costituiscono, avvengono, infatti, numerosi processi di integrazione percettiva, che sono praticamente inconsci.
La pubblicazione del movimento stroboscopico di Wertheimer mise in discussione le assunzioni di Wundt e dell’associazionismo perché veniva dimostrato che era possibile percepire qualcosa anche in assenza di una stimolazione diretta, infatti, il risultato percettivo è indipendente dalla stimolazione.
Inoltre, un’altra peculiarità della Psicologia della Gestalt era la rivalutazione dei fattori innati e dell’esperienza diretta, contrapposta a quella passata.

Il metodo di studio dei fenomeni percettivi e di pensiero era quello fenomenologico, che consiste in un’analisi dettagliata delle caratteristiche degli oggetti così come questi si presentano alla nostra osservazione ingenua.

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