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Gli indirizzi della psicologia, antropologia culturale e sociologia


In psicologia, grande sviluppo conoscono il Behaviorismo negli Stati Uniti e la teoria dei riflessi condizionati nell’URSS: entrambe le tendenze sono accomunate da una critica della psicologia introspettiva, poggiante sull’analisi interiore; la prima studia i meccanismi stimolo-risposta (stimoli ambientali e risposte del soggetto), la seconda i riflessi condizionati.

Per la psicologia della Gestalt la percezione si svolge attraverso totalità strutturate, forme globali, cioè principi di organizzazione e unificazione dei dati sensibili, mediante campi percettivi che costituiscono il tutto, cioè il principio di organizzazione di diverse parti.

Per l’epistemologia genetica di Piaget l’intelligenza si sviluppa attraverso stadi diversi: l’intelligenza senso-motoria; l’intelligenza intuitiva; il pensiero operatorio concreto; il pensiero ipotetico - deduttivo. Lo sviluppo storico del pensiero è analogo allo sviluppo delle strutture psicologiche individuali.

L’idea centrale della linguistica di De Saussure è che la lingua sia un sistema di segni che sono solidali l’uno all’altro, con legami reciproci così forti da determinare, quando si verifica un cambiamento in un elemento, una successione di modifiche in altre parti di quel sistema.

Nel campo dell’ antropologia culturale Frazer afferma che i primitivi hanno la nostra logica, ma ne fanno un cattivo uso; Lévy-Bruhl, invece, sostiene che la mentalità primitiva ha un carattere pre-logico.

Fautori dell’indirizzo diacronico sono Tylor e Morgan, del Diffusionismo Boas. Malinowski si ispira al Funzionalismo. Allo Strutturalismo si ispira Lévi-Strauss, che pone a fondamento delle strutture elementari della parentela il tabù dell’incesto e concepisce l’esogamia, o scambio delle donne, come sistema di comunicazione fra diversi gruppi umani.

Le culture si basano su strutture, segni, principi formali di organizzazione ricostruibili mediante tecniche di tipo logico-matematico. L’etnologia, per Lévi-Strauss, è come un “rimorso dell’Occidente”, un’apertura ed una ricerca del “diverso”, che nasconde la colpa storica del dominio.

In sociologia Durkheim afferma il primato della società nei confronti dell’individuo. Vi predomina la coscienza collettiva. Nella società primitiva ciascun individuo aveva una sua fun2iOfle intercambiabile ed egualmente indispensabile alla vita della società.

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