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Egli è ricordato come un grande protagonista della psicologia per i suoi studi sullo sviluppo del pensiero e del linguaggio. E’ ricordato nella psicologia per i suoi studi in due campi ovvero :
• Il primo riguarda l’influenza della cultura sulle attività mentali e cognitive. Vygotskij si è interrogato su quanto la cultura, cioè la lingua di una nazione, la storia, l’arte e le scienze, possano condizionare il pensiero e le capacità mentali dell’uomo.
• Il secondo campo di studio riguarda lo sviluppo delle funzioni superiori del bambino, cioè quelle attività e quelle capacità che permettono di pensare e compiere ragionamenti complessi.
Per quanto riguarda il primo campo di studio, Vygotskij è considerato il padre della Scuola storico-culturale, la quale fu un gruppo di studiosi i quali sostenevano che lo sviluppo del pensiero dell’uomo è collegato con la cultura. L’essere umano si differenzia dagli animali proprio per l’utilizzo del pensiero. Ciascun individuo vive immerso nella cultura del suo popolo e del suo tempo. Secondo la scuola storico-culturale, quando il bambino cresce impara gli strumenti culturali del mondo e delle persone che lo circondano (il linguaggio, il disegno, i simboli, la musica…) e questo gli serve per sviluppare il pensiero. Il bambino interiorizza gli strumenti culturali, li impara, li porta dentro di sé e gli fa propri. Il linguaggio è il principale strumento culturale che l’uomo utilizza e che il bambino interiorizza durante lo sviluppo. Il linguaggio svolge una funzione sociale poiché permette alle persone di comunicare con altre persone, di esprimere i propri pensieri, desideri e bisogni. Il bambino apprende il linguaggio perché gli serve per essere inserito nel mondo che lo circonda : come un pesce è immerso nell’acqua, così un bambino è immerso nelle parole poiché tutti, intorno a lui, sin dall’inizio della sua esistenza, le utilizzano. Il bambino quindi apprende in fretta e facilmente il linguaggio per due ragioni : è utile e tutti lo utilizzano. Vygotskij è inoltre convinto che il linguaggio si sviluppi attraverso tre fasi :

• Linguaggio esteriore : il bambino parla agli altri per esprimere i suoi desideri e i suoi bisogni.
• Linguaggio egocentrico : il bambino parla a sé stesso ad alta voce e commenta ciò che fa.
• Linguaggio interiore ed esteriore : quello che prima era un parlare a sé stesso ad alta voce diventa un parlare a sé stesso con una voce interna , dentro di sé (linguaggio interiore). Il linguaggio interiore è il linguaggio della mente e della coscienza : serve per riflettere su se stessi, sui propri sentimenti e suoi propri desideri. Il bambino mantiene chiaramente il linguaggio esteriore per comunicare.
Sul tema del linguaggio, Vygotskij , con il suo capolavoro Pensiero e linguaggio, entrò in aperta polemica con Piaget . Infatti Vygotskij sosteneva che il pensiero e il linguaggio seguono due linee di sviluppo differenti. Il linguaggio si sviluppa nel bambino per una funzione di utilità sociale e solamente dopo diventa un linguaggio interno. Quando il linguaggio viene interiorizzato, quando cioè diventa il linguaggio interiore, il bambino lo utilizza anche per sviluppare il pensiero. Il pensiero però ha seguito un suo sviluppo : in parte si sviluppa e cresce grazie alle acquisizioni del linguaggio, in parte grazie ad altri stimoli come le immagini, i suoni, i problemi concreti da risolvere. Per Piaget invece il linguaggio compare solamente quando il pensiero ha raggiunto un determinato sviluppo : quando il bambino raggiunge lo stadio preoperatorio e compaiono le parole. Quindi, la differenza principale tra i due studiosi è la seguente :
• Per Piaget il linguaggio è una conseguenza dello sviluppo del pensiero;
• Per Vygotskij pensiero e linguaggio si sviluppano in modo diviso, pur influenzandosi a vicenda.
Un ultimo concetto molto importante per Vygotskij riguarda lo sviluppo di nuove abilità. Egli non era interessato a quanto un bambino sapeva fare da solo ma a quanto poteva potenzialmente imparare, con o senza aiuto. L’aiuto dell’ adulto non viene considerato una considerata una cosa negativa, ma, al contrario, essenziale per imparare. Vygotskij ha teorizzato questa sua convinzione in fondo nel concetto della zona di sviluppo prossimale. La zona di sviluppo prossimale è la differenza tra quanto il bambino è in grado di fare da solo e ciò che è in grado di fare con l’aiuto dell’adulto, e riguarda qualsiasi abilità di sviluppo, fisica, moria, mentale, del linguaggio.
Piaget e Vygotskij sono solo due tra i tanti autori che hanno studiato lo sviluppo cognitivo e le funzioni della mente, ma gli studi cognitivi sono ampi e ancora si compiono varie ricerche nelle università e nei centri di ricerca psicologici. Tra i temi principali degli studi cognitivisti vi sono :
• Stili cognitivi, cioè le diverse modalità tipiche di pensiero;
• Funzioni specifiche della mente, come la memoria, la percezione, l’attenzione, il ragionamento;
• Disturbi dell’apprendimento, che si presentano nelle persone con un’ intelligenza nella norma (dislessia, discalculia)
• Intelligenza e disabilità, la prima viene testata con dei test per verificare se ci siano ritardi mentali e quindi di disabilità, mentre gli studi sulla disabilità sono indirizzati a capire e comprendere le cause dei ritardi mentali.
• Studi di neuroscienze, come i neuroni specchio.

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