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Esperimento sull'obbedienza - Milgram


Nel 1961 lo psicologo sociale Milgram domandandosi su quanto avvenuto durante la seconda guerra mondiale, si chiese come fosse stata possibile tanta atrocità.
Era infatti idea comune dell'epoca ritenere che solo persone psicopatiche o con malattie mentali potessero commettere tali atrocità.

Ma a Milgram nacque un dubbio, tutti i tedeschi erano psicopatici?

Fu così che svolse un esperimento in laboratorio in cui chiese a dei partecipanti di offrirsi volontari su un esperimento sulla memoria e apprendimento.
In realtà gli studiosi vollero verificare quanto le persone si adeguassero agli ordini di un capo.
Il soggetto volontario doveva impartire delle lezioni a uno "studente", in realtà complice dell'esperimento. Se lo studente non avesse risposto correttamente il volontario doveva impartire una scossa al soggetto.
Man mano che le domande andavano avanti il voltaggio delle scosse sarebbe aumentato. L'attore complice dell'esperimento doveva piano piano fingere di soffrire sempre di più e di chiedere di smettere l'esperimento.
Il soggetto volontario era colui che riteneva di impartire le scosse elettriche a questo soggetto e nonostante le urla e i pianti di quest'altro le scosse continuavano.
Il partecipante era incitato a continuare l'esperimento da uno sperimentatore che senza mai essere intimidatorio incitava il partecipante a continuare con l'esperimento.
I risultati furono di un 65% di partecipanti che arrivò a dare il numero massimo di voltaggio all'attore, che nel caso le scosse fossero state vere sarebbe morto.

L'esperimento di Milgram dimostrò che l'obbedienza ad un capo, in questo caso lo sperimentatore, può portare le persone a compiere azioni atroci, anche senza che queste siano psicopatiche.

Milgram ha aperto un varco per le ricerche sociali, puntando l'attenzione anche sui fattori contestuali e non solo sulle caratteristiche di personalità.
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