Kurt Lewin - Approccio contestuale alla personalità

Le critiche: se veramente il comportamento fosse detemrinato in modo innato allora l’individuo dovrebbe comportarsi nello stesso modo in ogni situazione e lungo tutto corso della vita → si toglie l’esperienza. Il comportamentismo si oppone affermando che il comportamento è in funzione dell’ambiente. A partire dall’esperienze fatte il comportamento varia. Pavlov studiò le nevrosi indotte sperimentalmente → aveva fatto apprendere la forma circolare x cui quando il cane identificava questa forama trovava il cibo, mentre nella forma ellittica trovava una punizione. Egli si pone la questione se quello che il cane apprende viene reso contraddittorio → modificava la forma dell’ellisse facendola assomigliare sempre di più a un cerchio e il cane mostrava un disorganizzazione del comportamento in quanto non sapeva più come muoversi. E poi Watson con lo studio sperimentale delle fobie → la fobia non è una nozione psicoanalitica, ma può essere creata da condizioni ambientali, non fattori soggettivi disposizionali. Infine Skinner che concepisce un’utopia pedagogica secondo cui l’uomo, diventato padrone dell’ambiente, avrebbe potuto modificare l’ambiente in modo tale da avere pieno controllo e predizione dei comportamenti umani.

Teoria del campo di Lewin
Ovviamente visti due poli così differenti la verità deve stare nel mezzo! Secondo i comportamentisti è l’apprendimento che crea degli abitus di comportamento. Non ostante questo risulta incontrollabile misurare il peso che le esperienze hanno nei confronti dell’individuo → è una risposta di scuola, non corroborata da esperimenti. Kurt Lewin definisce il comportamento come funzione di coppia di variabili ossia quella situazionale e disposizionale. Lewin porta le tematiche della Gestalt nella ps della personalità. Egli dice che il comportamento è C=f(p,a) ed è caratterizzato da dinamiche di campo. L’insieme di personalità e ambiente può essere riassunta nel concetto di spazio vitale (l’ambiente connotato di valore e interesse soggettivo). Il metodo assunto è quello della topologia (matematica qualitativa che si interessa delle relazioni spaziali e non metriche). Es c’è bambino e cioccolato. B→C. Tuttavia se si pone un libro in mezzo esso con le sue forze repulsive rappresenta una barriera psicologica. Come si comporterà il b con questo conflitto? Dipende quanto forte agiscono le due forze: se l’attrazione verso C è più forte della repulsione proveniente dal libro, il b studierà e poi mangerà. La combinazione delle forze determina il comportamento. Il b può anche aggirare l’ostacolo. Da cosa dipende questa serie di diversi esiti comportamentali? Sia dalle forze in gioco nel campo sia dalla predisposizione. Il comportamento è la risultante di due variabili.
La struttura dello psichismo topologicamente è un cerchio, all’interno c’è lo psichismo, mentre all’esterno l’ambiente. Una prima caratteristica della personalità è lo spessore dell’io → grado di permeabilità dell’io. Dentro lo psichismo vi sono altri tipi di barriere legate alle funzioni psichiche: la funzione sensoriale, rielaborativa/cognitiva, la funzione operativa. Queste sono sotto aree dello psichismo → l’organismo viene a contatto con il mondo attraverso una barriera selettivamente permeabile (l’io deve rimanere autonomo rispetto al mondo), esso rappresenta dentro di sé il mondo attraverso le tre funzioni. Questo è lo schema nomotetico della personalità. Come spiegare le differenze individuali? Cambia il modo in cui l’io è separato dall’ambiente e dall’articolazione interna delle funzioni. Il b evolve da una situazione in cui è molto aperto al mondo e il suo psichismo è costituito da poche aree interne con confini piuttosto labili → ad esempio il bambino fa fatica a distinguere il sogno dalla realtà. Nell’adulto la struttura dello psichismo si arricchisce in modo molto più articolato; all’aumento del numero di suddivisioni delle funzioni corrisponde una loro strutturazione → l’adulto sa distinguere i vari ambiti, le barriere sono più marcate. L’io dell’adulto ha anche una più consistente identità psichica rispetto alle sollecitazioni del mondo, egli è meno volubile. Una simile differenziazione è dovuta alle tipologie di civiltà e al continuum malattia/salute. Il debole di mente ha struttura ridotta e fragile → l’articolazione delle strutture interne è elementare es lo schizofrenico non percepisce la differenza fra immaginazione e realtà. Parimenti società primitive ragionano come bambini → ad esmpio ragionamento animistico → attribuire idealità a elementi immaginari. Vedi Scuola cognitivo-sociale.

Hai bisogno di aiuto in Psicologia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email