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L’acluofobia: la fobia dell'oscurità


L’acluofobia (termine che deriva dal greco aclus, “oscurità” e phobos, “fobia”) è la paura incontrollata del buio e dell'oscurità. In quanto fobia, può essere catalogata come un disturbo ossessivo compulsivo.
Nonostante il fobico sia pienamente consapevole che la sua fobia è infondata, prova comunque un’ansia insostenibile (che si manifesta a livelli psicologici e/o fisiologici) in condizioni di oscurità o anche al semplice pensiero di una tale situazione.
La paura del buio è comune nei bambini (addirittura può essere considerata una fase dello sviluppo) ma diventa patologica se si presenta nell'adolescenza e nell'età adulta.
L’acluofobia in adolescenza e in età adulta può dipendere da molteplici cause, quali ad esempio una relazione malsana con i propri genitori (d'altronde questa paura si presenta durante l'infanzia - anche se non a livelli propriamente fobici solitamente - proprio nel periodo in cui i bambini imparano a distaccarsi dai propri genitori, prendendo una propria strada verso la ricerca dell'autonomia) e può affondare dunque le proprie radici in una forma di attaccamento disfunzionale. Un'altra causa può essere rintracciata in episodi traumatici che si sono verificati al buio durante l'infanzia.
In altri casi, questa fobia dipende dall'incapacità della persona di conoscere sè stessa e il mondo circostante.
La sintomatologia comprende sintomi fisiologici-somatici quali ad esempio l'aumento del battito cardiaco, della respirazione, della sudorazione, ma anche sintomi psicologici quali ad esempio ansia, paranoia e angoscia.
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