Misurare l'intelligenza: i test


I primi veri e propri test per la misurazione dell'intelligenza nacquero in francia nel ventesimo secolo, precisamente nel 1904. L'incarico di trovare un metodo per la misurazione del livello mentale di ogni bambino fu affidato ad Alfred Binet. Lo scienziato ragionò così: ogni bambino ha un'età cronologica (8 anni e tre mesi, 5 anni e otto mesi) e un'età mentale che corrisponde al livello di coscienza e di abilità possedute.Se Binet aveva elaborato i suoi test appositamente per i bambini, Lewis Terman, psicologo statunitense, li adattò per utilizzarli anche con gli adulti.si deve a Terman il concetto di quoziente intellettivo, espressione che indica il rapporto tra età mentale ed età cronologica, moltiplicato poi per 100 per eliminare i decimali secondo la formula: Q.I= E.M/E.C x 100. Una scala di riferimento più aggiornata fu proposta nel 1939, e poi riveduta più volte negli anni successivi, dallo psicologo statunitense David Wechsler.Conosciuta con il nome di scala Wechsler-Bellevue, prevede la somministrazione di due prove, una verbale e una di performance.
- I TEST VERBALI sondano la quantità di informazione posseduta dell'individuo, le capacità di comprendere analogie e differenze tra gli oggetti e di risolvere semplici problemi di vita quotidiana.
- LE PROVE DI PERFORMANCE richiedono l'esecuzione di compiti particolari, come completare figure, assemblare oggetti, riordinare vignette secondo una sequenza cronologica coerente.
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