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Gilbert

Modello a 3 fasi nel processo attribuzionale
1) osservazione del comportamento e attribuzione disposizionale
2) etichettamento dell’individuo
3) considerazione e integrazione di fattori situazionali
Per giungere al p.3 sono necessarie maggiori risorse cognitive. Infatti, i processi possono essere spontanei o controllati (maggiori risorse cognitive). Un modo per ridurre il carico cognitivo e permettere al soggetto di considerare le cause situazionali è introdurre un delay ovvero più tempo fra l’osservazione del comportamento e la formulazione del giudizio.
La tendenza a inferire cause disposizionali ai comportamenti è più marcata nelle società individualiste (occidentali), che attribuiscono fondamentale importanza all’individuo, rispetto a quelle collettiviste.
Differenza tra attore-osservatore nei processi attribuzionali: tendenza ad attribuire cause disposizionali/interne ai comportamenti degli altri e ad attribuire cause situazionali/esterni ai propri comportamenti.
Perché:
- quando siamo osservatori è saliente il comportamento e il focus dell’attenzione è rivolto all’interno dell’attore, quando siamo noi a compiere un comportamento l’attenzione è rivolta all’esterno e alla situazione.
- quando si tratta di noi abbiamo maggiori informazioni disponibili, quindi il comportamento è diverso in base alla situazione.
- fare un’attribuzione interna può incrementare l’immagine di sé positiva se è stato compiuto un comportamento positivo.
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