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Erik Erikson Erik Erikson è uno dei maggiori esponenti statunitensi della psicologia dell'io.
I suoi contributi maggiori sono il concetto di identità, lo sviluppo psicosessuale e il ruolo dell'adolescenza.

Il concetto di identità


Erikson riprende la tripartizione freudiana tra es, io e super io. L'Io è considerato un'istituzione superiore per proteggere un ordine nell'individuo, Da cui dipende ogni altro ordine.
L'identità è frutto di un lavoro di sintesi dell'io, che permette all'individuo di mantenere la continuità del proprio carattere personale, garantendo nel contempo la solidarietà interiore con gli ideali del gruppo.
La patologia è causata da fattori costituzionali, ma anche sociali, quindi è molto importante anche l'aspetto e le circostanze ambientali.
Infatti, sono per Ericsson gli aspetti sociali e quelli interpersonali fondamentali per il processo della strutturazione dell'io e della formazione dell'identità, la quale si sviluppa per tutta la vita. L'identità è in maggior parte inconscia

Le principali differenze tra Freud ed Erikson:

Erikson, rispetto a Freud, privilegia l'aspetto socio culturale anziché quello biologico e attribuisce una dimensione Sociale alle zone erogene, individuando un parallelismo tra zone erogene e modalità comportamentale.
La concezione di Erikson è epigenetica: gli stadi di sviluppo sono in sequenza ordinata e comprendono sia eventi biologici sia psicologici e sociali.
Infine, Erikson elabora una teoria dello sviluppo più ampia: lo sviluppo non è soltanto quello del bambino, come riteneva Freud, bensì è un processo che dura per tutta la vita.

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