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Il disturbo d’ansia sociale (sociofobia)


La sociofobia, o “disturbo d’ansia sociale”, dal punto di vista nosografico, è un disturbo mentale che viene catalogato tra i disturbi d’ansia, nella sotto categoria dei disturbi fobici.
La sociofobia è definita nel DSM V (ovvero nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) come una paura persistente di una o più situazioni sociali o di prestazioni in cui la persona è esposta a persone sconosciute. In particolare, l’individuo ha paura che le sue azioni saranno umilianti e imbarazzanti e che, per questo motivo, sarà oggetto di scherno e derisione. Un criterio fondamentale è che la sociofobia è persistente e la sua durante è uguale o superiore ai 6 mesi.
Nonostante il soggetto eviti le situazioni fobiche costantemente, è consapevole che la sua fobia è irragionevole o eccessiva.
La sintomatologia è sia fisiologica che psicologica: tremori, sudorazione, brividi, disturbi del sonno (insonnia e ipersonnia), pensieri negativi, attacchi di panico, ansia.
La terapia più efficace (nonostante contino notevolmente le differenze individuali) è la terapia cognitivo-comportamentale al fine di cambiare gradualmente sia il proprio stile di pensiero sia di comportamento.
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