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Sono disturbi in cui le caratteristiche della personalità di un individuo diventano patologiche poiché sono causa di disagio e impediscono l’adattamento e l’inserimento effettivo nella società.
Per la diagnosi di disturbi della personalità sono utilizzati test proiettivi (test di Rorschach). Per la cura di questi disturbi si utilizza la psicoterapia, la cura farmacologica di solito non viene utilizzata in queste situazioni, a meno che non vi siano dei tratti di aggressività o comoarbilità, cioè la coesistenza di più patologie.
I disturbi della personalità comprendono:
• Il disturbo antisociale: il soggetto, definito “sociopatico”, non riesce a conformarsi alle regole sociali, agisce secondo l’impulso del momento, senza tener conto delle conseguenze, dei sentimenti altrui o delle norme da rispettare. Ha un’autostima elevata, si irrita facilmente, è aggressivo e non manifesta rimorso per le proprie azioni.

• Il disturbo istrionico: il soggetto ha la necessità di essere al centro dell’attenzione, per questo motivo si veste e si comporta in modo eccentrico. Studi hanno dimostrato che le donne sono più inclini a tale disturbo e che questa patologia sia spesso collegata ad azioni suicide, compiute con lo scopo di attirare l’attenzione.
• Il disturbo evitante: il soggetto prova sentimenti di inadeguatezza, si sente inappropriato, inferiore, ha una bassa autostima, teme di essere criticato dagli altri e fa di tutto per non esporsi ai giudizi altrui. Raramente esprime le proprie opinioni in pubblico, appunto per timore di essere giudicato e criticato. Tuttavia il soggetto è in grado di instaurare relazioni intime, ma soltanto quando è sicuro di piacere.
• Il disturbo paranoide: i soggetti con questo disturbo sono diffidenti ed eccessivamente sospettosi, credono che gli altri abbiano intenzioni malevole o di sfruttamento nei loro confronti, per questo motivo difficilmente entrano in intimità con le altre persone. Il paranoide soffre spesso di gelosia patologica. Tale disturbo è statisticamente più frequente nei maschi e si manifesta durante l’adolescenza.
• Il disturbo schizotipico: il soggetto interpreta in modo scorretto eventi esterni casuali, come se dipendessero da lui, compie dei “rituali” ed è tendenzialmente superstizioso. I rapporti interpersonali sono accompagnati da un disagio acuto e dal sospetto circa le intenzioni altrui.
• Il disturbo schizoide: i soggetti affetti da questo disturbo non hanno interesse per l’instaurazione di relazioni sociali, preferiscono stare da soli e si dimostrano freddi, incapaci di provare gioia o dolore. Questo disturbo si manifesta con la mancanza di espressioni emotive e la freddezza nelle relazioni sociali.
• Il disturbo dipendente: il soggetto sente la necessità di dover essere accudito e di dipendere da qualcuno, preferisce non assumersi delle responsabilità, tende ad assecondare gli altri facendogli decidere ogni cosa della sua vita, temendo che esprimere la propria opinione possa determinarne l’allontanamento. Il soggetto ha un’autostima molto bassa ed è convinto di non poter essere autosufficiente ma di avere necessariamente bisogno di qualcuno accanto.
• Il disturbo borderline: il disturbo si caratterizza per una forte instabilità emotiva e nei rapporti interpersonali. Il soggetto oscilla tra stati di rabbia, furia, dolore, vergogna, panico, terrore, vuoto e solitudine. In particolare, l’individuo manifesta una forte paura dell’abbandono legata all’intolleranza di stare da solo, solitamente causata da un’infanzia difficile. Tende a idealizzare le persone che lo circondano ma rapidamente può cambiare idea e svalutarle: ogni aspetto del soggetto è molto fragile (infatti borderline significa linea di confine). L’individuo fondamentalmente è pervaso da un senso di vuoto e agisce seguendo la propria impulsività.

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