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I disturbi psicotici si suddividono in:
• Psicosi organiche: sono di origine biologica, quindi sono curate eliminando la causa organica. Tra queste abbiamo: la psicosi arteriosclerotica, dovuta alla difettosa circolazione sanguigna; la demenza senile, la psicosi tossica, causata dall’intossicazione da farmaci o droghe. Possono essere acute o croniche.
• Psicosi endogene o funzionali: non hanno una base organica conosciuta, bensì derivano da una predisposizione congenita. Una delle principali psicosi endogene è la schizofrenia.
Il soggetto non distingue i confini tra se stesso e la realtà: non distingue ciò che accade nella sua mente da ciò che accade nell’ambiente esterno. Un esempio sono le allucinazioni uditive: il soggetto sente delle voci ed è convinto che provengano dalla realtà, invece, sono prodotte dalla sua mente. La schizofrenia è catalogata come psicosi endogena poiché la sua eziologia dipende sia da fattori genetici che ambientali. Degli studi hanno messo in luce un tasso consistente di discordanza tra gemelli monozigoti.

Vi sono diversi tipi di schizofrenia:
o Paranoide: presenza di deliri e allucinazioni uditive nonostante complessivamente le funzioni cognitive e affettive siano preservate
o Disorganizzato: disorganizzazione dell’eloquio e del comportamento;
o Catatonico: sintomatologia catatonica (distorsione del controllo del comportamento);
o Indifferenziato: nessuno dei tipi descritti;
o Psicosi reattive: non hanno una base organica, anzi sono una reazione a dei forti traumi psichici provenienti dall’ambiente. Tra queste abbiamo: le psicosi da lutto, causate dalla perdita di una persona cara; gravidiche, causate da conflittualità correlate alla gravidanza o dalla paura del parto; puerperali, che si manifestano subito dopo il parto con sentimenti aggressivi verso il neonato; da detenzione, causate da lunghi periodi di isolamento o situazioni carcerarie.

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