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Diagnosi strutturale della personalità.
La diagnosi strutturale della personalità riguarda tre organizzazioni:
1. Organizzazione nevrotica: caratterizzata da un deficit dell’autostima;
2. Organizzazione psicotica: caratterizzata da un deficit dell’esame di realtà con due sintomi (delirio e allucinazioni);
3. Organizzazione borderline: caratterizzata da un deficit dell’integrazione dell’identità e del controllo degli impulsi.
Diagnosi strutturale di Kernberg.
Il colloquio diagnostico strutturale è stato strutturato da Kernberg ed è una struttura di colloquio clinico che ancora, dopo 30 anni, tiene perché comincia a osservare i fenomeni clinici da un’angolazione psicodinamica (viene considerata tanto l’organizzazione della personalità).

Diagnosi strutturale: descrive il rapporto tra i derivati strutturali delle relazioni oggettuali interiorizzate e i vari livelli del funzionamento psichico.
Derivato strutturale: quello che vediamo nella realtà clinica è un derivato strutturale delle relazioni oggettuali interiorizzate, del modo in cui il soggetto ha interiorizzato certe esperienze, certe relazioni interpersonali.
Tutto ciò che noi vediamo in un paziente è un derivato strutturale delle relazioni oggettuali interiorizzate e noi dobbiamo studiare, cercare di capire questo.
Diagnosi strutturale: valutazione dell’organizzazione quasi (perché i fenomeni psichici si evolvono nel tempo) permanente del contenuto dei conflitti inconsci e dei relativi meccanismi di difesa.
Quali sono i criteri strutturali che ci permettono di valutare l’organizzazione della personalità?
Criteri strutturali Personalità
- Integrazione - Nevrotica (conflitto con il Super-Io)
- Valutazione dei meccanismi di difesa - Borderline
- L’esame di realtà - Psicotica (conflitto con il mondo esterno)
Integrazione dell’identità: la capacità del soggetto di saper differenziare il proprio sé dal sé altrui.
Valutazione dei meccanismi di difesa: i meccanismi di difesa si evolvono nel tempo.
L’esame di realtà: la capacità di differenziare l’origine intrapsichica delle percezioni della realtà esterna.
Integrazione dell’identità
Nella personalità nevrotica quasi borderline le rappresentazioni del sé (emozioni, ecc.) e dell’oggetto sono nettamente delimitate (si ha una dispersione dell’identità).
Nel soggetto borderline e psicotico si ha una dispersione o diffusione dell’identità: gli aspetti contraddittori del sé e degli altri sono separati.
Nel soggetto psicotico le rappresentazioni di sé e degli altri sono scarsamente delimitate: un’identità delirante (è un meccanismo di difesa in quanto si assentano dalla realtà, escono dalla realtà quando la realtà diventa intollerabile).
Valutazione dei meccanismi di difesa
Nel soggetto nevrotico i meccanismi di difesa sono difese nevrotiche come la formazione reattiva, l’annullamento reattivo, ecc.
Nel soggetto nevrotico vs borderline si ha una condivisione empatica con il terapeuta per cui si migliora il funzionamento.
Nel soggetto borderline vs psicotico si ha la scissione degli aspetti contraddittori del sé e degli altri; si ha una scissione mente-corpo perché il proprio corpo non è riconosciuto, come non sono riconosciute le emozioni legate al corpo (sono difese di basso livello); inoltre l’interpretazione provoca regressione perché è necessario che ci sia un Io solido e non fragile.
L’esame di realtà
Nel soggetto nevrotico vs borderline è mantenuta la capacità di esaminare la realtà, di differenziare il sé dal non-sé (quindi c’è esame di realtà).
Nel soggetto nevrotico si ha la capacità di empatia, di un’identificazione transitoria che permette al soggetto di calarsi nella realtà degli altri.
Nel soggetto borderline vs psicotico si verificano delle alterazioni: perde l’esame di realtà quando le sue rappresentazioni dell’esterno diventano intollerabili (l’esame di realtà è a macchie di leopardo nel senso che c’è e non c’è); inoltre vi è una pseudo empatia nel senso che utilizza gli altri con carineria per arrivare a ciò che vuole ottenere.
Il soggetto borderline non riesce a tollerare le emozioni, si immedesima negli altri ma poi non riesce ad uscirne.
Nel soggetto psicotico non c’è empatia perché non c’è un Io.
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