La critica costruttiva


Una delle caratteristiche della comunicazione ecologica consiste nella critica costruttiva.
Come si fa a criticare senza distruggere?
Come è possibile criticare senza ferire l’autostima dell’altro e senza rovinare la relazione?
Lo stesso Liss, nel libro La comunicazione ecologica ci fornisce cinque suggerimenti:
1
Chiedere permesso
2
Essere concreti: evitare generalizzazioni etichettanti
Tu sei fatto così
Sbagli sempre
Non ci si può fidare di te
Riferirsi a fatti e/o parole precise.
Indicare con chiarezza ciò che non condividiamo. Fornire all’altro qualcosa di definito su cui riflettere.
3
Descrivere i propri sentimenti
Sono rimasto sorpreso
Mi sento confuso
Temo per quel che succederà
Questo non mi fa essere tranquillo
Invece di esprimerci sull’operato dell’altro come giudici, esprimerci sull’effetto che tale operato ha avuto su di noi
4
Dare i propri suggerimenti per il futuro
Propongo che, diversamente da oggi, la prossima volta…
Si potrebbe fare così…
Potremmo modificare questo aspetto…
La critica rimane sterile se non contiene qualcosa di propositivo: vanno suggeriti i cambiamenti desiderati
5
Chiarire la ragione dei suggerimenti
Potremmo fare cosi… perché…
Il suggerimento lapidario potrebbe essere frainteso; il chiarimento delle ragioni consente un’adesione più convinta.

Sommario
1. “Posso fare una critica costruttiva?”
2. “Quando tu fai… (osservazione)
3. io mi sento …(emozione)
4. e propongo che tu faccia …(suggerimento)
5. perché… (scopo e spiegazione)”
Volendo avere un approccio totalmente positivo si potrebbe soprassedere sull’esplicitazione della critica (1 e 2) e passare direttamente a 3, 4 e 5.

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